Dalle sale italiane al Festival del Cinema di Roma, fino alla distribuzione internazionale: “Alberto Sordi Secret” approda su Prime Video Italia. Il docufilm diretto e sceneggiato da Igor Righetti ricostruisce, attraverso ricordi familiari, testimonianze e immagini d’archivio, la vita privata del grande attore romano.
C’è un Alberto Sordi che il pubblico ha conosciuto attraverso il cinema e ce n’è un altro, più riservato e familiare, che per tutta la vita ha protetto con grande attenzione. È proprio quest’ultimo a essere al centro di “Alberto Sordi Secret”, il docufilm diretto e sceneggiato da Igor Righetti, giornalista e conduttore radiotelevisivo Rai, nonché cugino e biografo dell’attore.
Dopo il passaggio nelle sale cinematografiche italiane, la partecipazione al Festival del Cinema di Roma e un percorso internazionale che lo ha portato anche sui mercati esteri, il film è ora disponibile in Italia su Prime Video.
Il docufilm è inoltre presente nei cataloghi Prime Video di Stati Uniti, Nuova Zelanda, Australia, Cina e Gran Bretagna, confermando la dimensione internazionale di un progetto indipendente nato con l’obiettivo di raccontare Sordi al di là dei personaggi che lo hanno reso celebre.
La presentazione alla Camera dei deputati
L’arrivo di Alberto Sordi Secret su Prime Video Italia è stato presentato nella gremita Aula dei Gruppi Parlamentari della Camera dei deputati, nell’ambito di un appuntamento promosso dal presidente della Commissione Cultura della Camera, Federico Mollicone, che ha seguito il progetto sin dalle sue prime fasi.
L’incontro è stato aperto dal questore della Camera dei deputati Paolo Trancassini.
Alla proiezione hanno preso parte alcuni degli interpreti del docufilm, tra cui Fioretta Mari, Maurizio Mattioli, Lorenzo Castelluccio, Emily Shaqiri e Moira De Rossi, insieme a numerosi protagonisti delle testimonianze dedicate ad Alberto Sordi.
Presenti anche esponenti del mondo della televisione e dello spettacolo, giornalisti e 150 influencer invitati da “Loro Comunicazione”.
Per Mollicone, Sordi ha saputo interpretare le trasformazioni della società italiana diventando un osservatore privilegiato del costume nazionale. Secondo il presidente della Commissione Cultura, il lavoro di Righetti riesce a entrare nella dimensione privata dell’attore senza fermarsi agli stereotipi, restituendo il ritratto di un uomo nella sua autenticità.
Igor Righetti: “Nulla è fiction”
Alla base del progetto c’è un elemento particolarmente significativo: la memoria familiare.
Igor Righetti ha spiegato che nel docufilm non ci sono ricostruzioni frutto di fantasia, ma ricordi vissuti direttamente e testimonianze tramandate all’interno della famiglia. Una memoria costruita anche attraverso i racconti del padre Alessandro e del nonno Primo, zio di Alberto Sordi.
Per la prima volta vengono così rappresentati nella parte filmica i genitori, gli zii, i nonni e gli amici dell’attore, con una narrazione che arriva fino all’adolescenza e al ritorno a Roma di Sordi, a 17 anni, dopo il periodo trascorso a Milano.
Un passaggio fondamentale per comprendere la genesi di una personalità artistica irripetibile.
“Di Alberto Sordi ce n’è stato uno solo”, ha sottolineato Righetti, spiegando la necessità di evitare qualsiasi tentativo di imitazione e di recuperare invece la memoria dell’uomo che si trovava dietro la maschera dell’attore.
Trentasei premi e un percorso internazionale
Prima dell’approdo su Prime Video Italia, “Alberto Sordi Secret” ha costruito un importante percorso tra cinema, festival e distribuzione internazionale.
L’opera indipendente ha ottenuto 36 premi in Italia e all’estero e continua a ricevere riconoscimenti. Tra i più recenti figura il New York Film & Cinematography Awards, negli Stati Uniti, assegnato al docufilm come miglior opera documentaria.
In Italia il progetto ha ricevuto, tra gli altri, il Marateale Award, il Premio Anna Magnani, un riconoscimento all’Ischia Global Film & Music Festival e il Premio Annuario del Cinema News.
Il percorso internazionale comprende invece manifestazioni e festival negli Stati Uniti e in altri Paesi, tra cui il Miami Cinematic International Fest, l’American Golden Picture International Film Festival, il Los Angeles Film & Documentary Award, l’Eastern Europe Film Festival, il New York International Cult Film Festival e l’Indian Independent Film Festival.
A Wilmington, negli Stati Uniti, è stata inoltre organizzata una giornata dedicata al docufilm e alla figura di Sordi, con appuntamenti dedicati anche alla Roma raccontata attraverso il cinema dell’attore.
Un progetto nato senza finanziamenti pubblici
La produzione di Alberto Sordi Secret è stata realizzata senza ricorrere a finanziamenti pubblici.
Il produttore Massimiliano Filippini ha spiegato che il progetto è stato sostenuto attraverso sponsor privati. Tra i partner figurano il Parco archeologico del Colosseo, il Parco archeologico di Ostia antica, la Segreteria di Stato al Turismo della Repubblica di San Marino, il Comune di Narni, il Comune di Sgurgola, Beni Culturali della Diocesi di Terni Narni Amelia, Pasta Armando, Atim, Artemisia Lab, BackLight Digital, ElsaBeauty-Firenze, Gruppo Recchia, il Relais Marchese del Grillo di Fabriano e l’azienda vitivinicola La Cura di Enrico Corsi.
Dal libro “Alberto Sordi segreto” al film
Il docufilm nasce dal libro “Alberto Sordi segreto”, scritto da Igor Righetti e pubblicato da Rubbettino editore, con la prefazione del critico cinematografico Gianni Canova.
Il volume, dedicato ad amori nascosti, manie, rimpianti e aspetti meno conosciuti della vita dell’attore, è arrivato alla 12ª ristampa e rappresenta la base narrativa da cui è stato sviluppato il progetto cinematografico.
Il titolo Secret non è dunque casuale. L’intento è quello di portare sullo schermo una parte della vita di Sordi rimasta per lungo tempo lontana dai riflettori.
Righetti ha ricordato anche una precisa volontà espressa dallo stesso Alberto Sordi ai familiari: non trasformare la sua vita privata in materia pubblica mentre era in vita, ma consentire, una volta scomparso, che i ricordi potessero essere condivisi per mantenere viva la sua memoria.
L’infanzia e l’adolescenza di Alberto Sordi
Uno degli elementi distintivi del progetto è la scelta di partire dagli anni dell’infanzia e dell’adolescenza.
Le sequenze ambientate negli anni Venti e Trenta sono state realizzate in bianco e nero, con formato 4:3, costumi e automobili d’epoca. La ricostruzione cinematografica si intreccia con testimonianze, fotografie, materiali d’archivio e documenti familiari.
Nel cast figurano, tra gli altri, Emanuela Aureli, Daniela Giordano, Mirko Frezza, Enzo Salvi, Daniele Foresi, Vincenzo Bocciarelli, Fabrizio Raggi, Valerio Mammolotti e Flavio Raggi.
A raccontare il mondo di Sordi intervengono inoltre personalità del cinema, della televisione e dello spettacolo, insieme a parenti, amici e persone che hanno conosciuto direttamente l’attore.
Tra i nomi presenti nel progetto figurano Pupi Avati, Rosanna Vaudetti, Elena de Curtis, Patrizia e Giada de Blanck, Sabrina Sammarini, Piera Arico, Fiona Bettanini, Tiziana Appetito, Alessandro Canestrelli, Jason Piccioni, Cecilia Gremese, Rino Barillari e Luca Colantoni.
La voce narrante è affidata a Dado Coletti.
Le case, gli amori e le fragilità di Sordi
Il racconto si spinge dentro alcuni degli aspetti meno conosciuti della vita dell’attore: il rapporto con il padre Pietro, contrario inizialmente alla sua scelta di diventare attore, il suo rapporto con la nobiltà, gli amori, la sessualità vissuta anche attraverso un senso di peccato, la gelosia per i propri beni, l’antiquariato e la passione per i libri.
Non manca il rapporto con gli animali, la scelta di avere una cerchia ristretta di amici e quella che viene descritta come una vera e propria passione per le case.
Il docufilm conduce inoltre il pubblico in luoghi particolari della vita di Sordi, tra cui gli interni della villa di Castiglioncello, la tenuta del vero Marchese del Grillo a Fabriano e la casa natale della madre Maria Righetti a Sgurgola, in provincia di Frosinone.
Le riprese sono state realizzate anche nel Parco archeologico di Ostia antica, a Narni e nella Repubblica di San Marino.
Un linguaggio tra cinema, giornalismo e memoria
La struttura di Alberto Sordi Secret non segue il modello della tradizionale intervista televisiva.
Le testimonianze vengono inserite all’interno di una narrazione dal ritmo giornalistico, nella quale la storia rimane il filo conduttore. Immagini e filmati inediti dell’Istituto Luce, audio originali e fotografie provenienti dagli album di famiglia di Igor Righetti e dagli archivi personali dei protagonisti contribuiscono alla costruzione del racconto.
La durata complessiva è di 90 minuti.
Il film è prodotto da Massimiliano Filippini e CameraWorks, con la fotografia di Gianni Mammolotti, le musiche di Maria Sicari e i costumi di Stefano Giovani. L’opera è stata realizzata anche in inglese e spagnolo.
La colonna sonora finale è affidata ad “Alberto nostro”, stornello romano scritto e interpretato da Igor Righetti e Samuele Socci, con arrangiamento di Phil Bianchi.
Alberto Sordi, un patrimonio da trasmettere
L’approdo su Prime Video Italia apre ora una nuova fase nella diffusione del docufilm e offre a un pubblico più ampio la possibilità di conoscere una dimensione meno raccontata di Alberto Sordi.
L’obiettivo dichiarato da Igor Righetti è anche quello di trasmettere alle nuove generazioni la memoria dell’attore, non limitandola ai film e ai personaggi più celebri.
Sordi ha avuto nel corso della sua carriera una particolare fortuna anche oltre i confini italiani. Nel 1955 fu invitato a Kansas City dal presidente statunitense Harry Truman, che gli consegnò le chiavi della città e lo nominò governatore onorario, anche in relazione alla popolarità del personaggio di Nando Moriconi. Nel 1979 ricevette inoltre la cittadinanza onoraria di Plains, in Georgia.
Nel tempo sono state organizzate retrospettive dedicate al suo cinema a New York, Los Angeles, San Francisco e Sydney.
Oggi Alberto Sordi Secret prova a proseguire quel viaggio attraverso un punto di osservazione diverso: non soltanto il grande attore capace di raccontare l’Italia attraverso la commedia, ma l’uomo, la famiglia, le esperienze e le contraddizioni che hanno contribuito a costruirne la personalità.
L’arrivo su Prime Video Italia rappresenta così un nuovo capitolo del percorso di un docufilm nato dall’esigenza di conservare una memoria familiare e trasformarla in un racconto cinematografico destinato anche a chi Alberto Sordi non ha avuto modo di conoscerlo direttamente.
Alberto Sordi Secret arriva su Prime Video Italia dopo il successo internazionale. Il docufilm di Igor Righetti racconta la vita privata dell’attore romano.
Continua a seguire il nostro sito e la pagina Facebook Omniadigitale, siamo anche su Youtube e Instagram. Scriviamo per imparare, ricordare, esprimere, raccontare, informare!
Tutte le immagini presenti in questo sito sono protette da copyright e sono utilizzate esclusivamente a scopo informativo. È vietata la riproduzione, distribuzione o utilizzo senza autorizzazione. Per richieste di utilizzo, contattaci all’indirizzo redazione@omniadigitale.it . Qualora siano state utilizzate immagini ritenendole di pubblico dominio o in buona fede, nel caso ciò non fosse conforme alle sue preferenze o ai diritti d’autore, siamo a completa disposizione per rimuoverle immediatamente. La preghiamo di comunicarci eventuali richieste o chiarimenti scrivendo a redazione@omniadigitale.it .




























