Un viaggio nell’arte contemporanea italiana tra sculture, installazioni e nuove generazioni
Domani 11 gennaio 2026 è l’ultimo giorno utile per apprezzare “CEROLI TOTALE”, la mostra di Mario Ceroli presentata alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma.

L’esposizione, curata da Renata Cristina Mazzantini e Cesare Biasini Selvaggi, è dedicata a uno dei più influenti scultori italiani del Novecento attraverso 20 opere. La mostra è un’occasione unica, che ripercorre settant’anni di ricerca artistica tra sculture e installazioni provenienti non solo dalla GNAMC, ma anche da Banca Ifis e dalla collezione personale di Ceroli.
Artista poliedrico ed eterno sperimentatore, Ceroli ha realizzato per l’occasione due opere site-specific: “La grande quercia” e “Le ceneri”, pensate appositamente per la Galleria. Protagonista del 2025 nell’ambito del programma “Artista alla GNAMC”, Ceroli come da format (“un anno, un artista, una sala” che prevede incontri con il pubblico, studiosi e studenti delle Accademie) ha offerto ai giovani la possibilità di conoscere da vicino il suo lavoro e il suo linguaggio artistico.
“CEROLI TOTALE”: Mario Ceroli alla GNAMC
L’esposizione si sviluppa in dieci sale e presenta capolavori come “La Cina” (1966), “Primavera” (1968), “Balcone” (1966), “Progetto per la pace” (1969), “La battaglia” (1978), accanto a lavori mai esposti come “Sesto senso” (1999), “Le chiacchiere” (1989), “Tela di Penelope” (1992) e “Arpa birmana” (1992). Ogni opera è pensata come un personaggio che interpreta un ruolo inedito, coinvolgendo lo spettatore in un’esperienza immersiva e partecipativa.

Mario Ceroli ha inizio a sperimentare alla fine degli anni ’50 il legno, materiale che diventerà il suo segno distintivo e che si arricchirà di nuovi elementi sotto l’influenza della Pop Art. E’ negli anni Sessanta, infatti, che inizia a realizzare grandi sagome umane in legno grezzo, spesso ripetute in serie, e a partecipare a importanti rassegne come la Quadriennale di Roma e la Biennale di Venezia.
Nel corso della sua lunga carriera artistica, il linguaggio di Creoli si è ampliato, manipolando nuovi materiali, tra cui stracci, legni bruciati, vetro e lamiera. Ed è proprio sulla scia di questa nuove sperimentazioni che nel 1967-68 prende parte alle mostre del gruppo di Arte Povera, diventando un precursore di quella corrente che si opponeva all’arte consumistica e che tanta fortuna ebbe negli anni ’60.
Parallelamente, Ceroli si è sempre dedicato anche alla scenografia teatrale, al cinema, alla televisione e alla progettazione di ambienti e chiese, dimostrando una straordinaria capacità di contaminazione tra le arti.
Una mostra come opera totale
«“Ceroli Totale” è una selezione dei capolavori acquisiti da Banca Ifis, che documenta la sua carriera artistica dagli anni Cinquanta ad oggi. È un obiettivo che abbiamo iniziato lo scorso anno proprio alla GNAMC, che oggi si rafforza con questa mostra e che prevede nel 2026 l’apertura al pubblico del Museo Ceroli. La volontà della Nostra Banca è avanzare verso l’apertura del museo per conservare la collezione – nell’ambiente affascinante della casa, giardino e hangar- studio dell’artista – e consentirne la ricerca e la sperimentazione attraverso laboratori e atelier destinati ai giovani”
dichiara Ernesto Fürstenberg Fassio, Presidente di Banca Ifis».
Secondo la direttrice Mazzantini, invece, la mostra rappresenta un viaggio attraverso la storia dell’arte italiana, dalla Scuola di Piazza del Popolo all’Arte Povera, fino alle sperimentazioni contemporanee. Ogni opera, storica o recente, viene reinterpretata con autoironia e in una costante ricerca di sé. Cesare Biasini Selvaggi, infine, sottolinea come la mostra sia stata concepita come un’opera d’arte in sé, un nuovo atto di una lunga continuità creativa che si rinnova da settant’anni.

CEROLI TOTALE di Mario Ceroli alla GNAMC di Roma è quindi un’occasione unica per apprezzare diverse opere di arte realizzate dall’artista nel corso di tutta la sua carriera; la mostra, inoltre, testimonia come Ceroli sia stato in grado di rinnovarsi e anticipare le tendenze dell’arte contemporanea.
Foto di copertina: Mario Ceroli, La Cina, 1966, legno pino di Russia
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