Il film di apertura
Dal 19 al 22 marzo 2026, Roma torna a essere un punto di riferimento per il cinema europeo con la sesta edizione del Festival del Cinema Tedesco, ospitato come di consueto al Cinema Quattro Fontane. Quattro giorni dedicati al meglio della produzione cinematografica tedesca contemporanea, tra anteprime italiane, incontri con autori e attrici, nuove voci e film già premiati nei principali festival internazionali.
Ad aprire la rassegna giovedì 19 marzo sarà Gavagai, il film del regista tedesco Ulrich Köhler, presentato all’International Film Festival Rotterdam 2026 e al Filmfest Hamburg 2026. Gavagai ha ricevuto la Menzione Speciale della Giuria ad Amburgo, confermandosi come uno dei titoli più discussi del cinema europeo recente.
Tutti i film saranno proiettati in lingua originale con sottotitoli in italiano.

Ulrich Köhler
Ulrich Köhler, classe 1969, è considerato uno dei nomi di riferimento della cosiddetta Scuola di Berlino, movimento cinematografico tedesco noto per il suo stile sobrio, realistico e per l’attenzione alle dinamiche sociali e identitarie.
Dopo aver vissuto da bambino in Africa, esperienza che ha segnato profondamente il suo immaginario, Köhler ha studiato arte in Francia e comunicazione visiva ad Amburgo. Il suo cinema si distingue per una regia essenziale, tempi dilatati e personaggi spesso in bilico tra appartenenza e spaesamento.
Nel 2011 ha vinto l’Orso d’Argento per la Miglior Regia alla Berlinale con Schlafkrankheit, film ambientato in Africa che riflette sui temi del colonialismo e dell’identità occidentale. Tra le sue opere più note anche Bungalow, In My Room e Das freiwillige Jahr.

Gavagai di Ulrich Köhler al Festival del Cinema tedesco a Roma
Il titolo del film, Gavagai, si collega al termine che deriva dal filosofo W.V.O. Quine che lo usava per indicare l’indeterminatezza della traduzione, ovvero l’impossibilità di comprendere pienamente il significato delle parole e delle intenzioni dell’altro, soprattutto quando ci riferiamo a tra culture diverse.
Nel film, questo concetto diventa metafora delle incomprensioni culturali e dei non detti che attraversano i rapporti personali e professionali. Köhler utilizza per riflettere su razzismo, senso di colpa, responsabilità morale e sul fragile equilibrio tra intenzioni e conseguenze.
Gavagai è stato presentato in prima mondiale al New York Film Festival ed è passato successivamente allo Zurich Film Festival, ricevendo ottime critiche per la sua complessità e lucidità analitica.
Il Programma del Festival: venerdì 20
Dopo l’apertura, il festival prosegue venerdì 20 marzo con il documentario I Want It All. Hildegard Knef di Luzia Schmid, premiato a Lipsia, e con l’evento speciale PERFORMO PERFORMI PERFORMA! di Andrea Winkler & Stefan Panhans, in collaborazione con l’Accademia Tedesca m Villa Massimo.
I Want It All. Hildegard Kne è il ritratto di Hildegard Knef, icona del cinema e della musica, che in sessant’anni ha attraversato fama, cadute e rinascite.
PERFORMO PERFORMI PERFORMA! Invece, è una performance di arti visive e videoinstallazioni che esplora stress temporale e libertà dello sguardo.

Il Programma del Festival: sabato 21
La giornata di sabato 21 marzo rappresenta uno dei momenti più articolati del Festival del Cinema Tedesco, con una selezione di film che guardano alle trasformazioni del linguaggio cinematografico, ai conflitti politici contemporanei e alle nuove voci del cinema europeo.
Si comincia con Active Vocabulary di Yulia Lokshina, un film che parte da un episodio reale avvenuto a Mosca nel febbraio 2022. Una giovane insegnante prende posizione contro la guerra in Ucraina, viene registrata di nascosto e denunciata da uno studente. Rifugiatasi a Berlino, il suo caso viene ricostruito da una classe tedesca, trasformando il film in un potente dispositivo di riflessione su propaganda, responsabilità e libertà di parola.
Tra gli appuntamenti più attesi della giornata, la rassegna Next Generation Short Tiger 2025 con una selezione di cortometraggi provenienti dalle principali scuole di cinema tedesche. Alla proiezione sarà presente Shadab Shayegan, regista di Pear Garden, corto pluripremiato nei festival internazionali.
Segue The Frog and the Water di Thomas Stuber, racconto delicato e surreale su una fuga che si trasforma in viaggio inatteso, presentato in importanti rassegne europee.
Chiude la giornata Interior di Pascal Schuh, presentato in anteprima italiana. Il regista sarà presente in sala per incontrare il pubblico dopo la proiezione. Un film disturbante e originale che esplora l’osservazione dell’intimità come strumento di analisi emotiva.

Il Programma del Festival: domenica 22
La giornata conclusiva propone tre film che affrontano con sensibilità temi legati all’identità, alle relazioni e alle dinamiche familiari. Si inizia con No Mercy di Ela Willing, un’opera che riflette su sesso, potere e relazioni di genere attraverso uno sguardo politico e personale. Segue Short Summer di Nastia Korkia, racconto delicato visto alla Mostra di Venezia, in cui un’estate infantile nella campagna russa è attraversata dal silenzio degli adulti e dall’ombra di una guerra lontana.
A chiudere il festival è The Good Sister di Sarah Miro Fischer, presentato in anteprima italiana, intenso dramma morale su lealtà familiare e giustizia, che conclude la rassegna con uno dei titoli più attesi.
Il Festival del Cinema Tedesco a Roma è un appuntamento che, anno dopo anno, si è consolidato come spazio di scoperta e confronto, capace di portare nella capitale storie che raccontano il presente con uno sguardo lucido ma spesso scomodo.
Dal 19 al 22 marzo 2026, Roma torna a essere un punto di riferimento per il cinema europeo con la sesta edizione del Festival del Cinema Tedesco, ospitato come di consueto al Cinema Quattro Fontane. Quattro giorni dedicati al meglio della produzione cinematografica tedesca contemporanea, tra anteprime italiane, incontri con autori e attrici, nuove voci e film già premiati nei principali…
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