Il giallo italiano che unisce storia e leggenda: “Il cavallo di Priamo” di Silvio Bulli

Il cavallo di Priamo di Silvio Bulli
Durata della lettura: 4 Minuti

Gli enigmi appassionano e i delitti sono una soglia che permettono al lettore di entrare in un territorio più vasto, fatto di memoria, paesaggi, simboli e inquietudini. “Il cavallo di Priamo” di Silvio Bulli edito da Albatros è un libro che unisce enigma e giallo in un’ambientazione ricca di fascino che abbraccia diversi luoghi del Lazio

Il libro prende avvio da un ritrovamento enigmatico nelle acque di Torre Astura, un luogo ancora poco battuto nella narrativa contemporanea. Silvio Bulli costruisce intorno a quell’immagine iniziale una vicenda che mescola sapientemente il giallo classico con suggestioni mitologiche. Il risultato è una lettura scorrevole, visiva e compatta, che punta soprattutto sull’azione e sull’atmosfera.

Torre Astura, Roma e il Lazio meno raccontato

Uno degli aspetti più riusciti del romanzo è proprio l’ambientazione. Bulli sceglie Torre Astura non soltanto come sfondo, ma come motore narrativo. La fortificazione costiera nel territorio di Nettuno, con il suo isolamento e il suo carico storico, diventa il luogo perfetto per accendere il mistero. Dalle acque emerge un antico cavallo di bronzo e poco dopo, avviene un omicidio brutale. Parte così un’indagine che apre squarci sempre più cupi nel presente. In controluce si percepisce una conoscenza autentica di Roma, della sua storia e di molte zone del Lazio. Sivio Bulli mette in campo non un semplice repertorio geografico, ma un tessuto vivo che dà credibilità alla narrazione. Nel racconto non mancano, ad esempio, luoghi iconici come il Colosseo, l’Arco di Costantino o il Cimitero Acattolico a cui fanno da contraltare spazi poco battuti ma vivi nell’immaginario e nell’esperienza dell’autore come Nettuno, Subiaco, il Circeo, Anzio e molti altri.

Delitto, corruzione e antica maledizione

La struttura del libro privilegia chiaramente il movimento. Il commissario Stefano Parodi e l’ispettore Manunza guidano il lettore dentro un’indagine che procede per scoperte, svolte e connessioni sempre più tese tra reperti antichi, interessi opachi, potere e violenza. La scrittura di Bulli è lineare, leggibile, pensata per accompagnare senza rallentamenti. Non siamo davanti a un noir psicologico in senso stretto. I personaggi, infatti, non vengono scandagliati in profondità sul piano dell’inconscio, perché l’autore sceglie di dare spazio soprattutto all’azione, alla successione degli eventi e alla tenuta dell’intreccio. È una scelta coerente con l’impianto del romanzo e con la sua vocazione popolare, quasi cinematografica.

Dal mito greco al presente: “Il cavallo di Priamo” di Silvio Bulli

Tra gli elementi più interessanti del romanzo c’è il dialogo costante tra passato e presente. La prima parte del romanzo guarda indietro nel tempo e affonda nella mitologia greca, preparando un terreno simbolico che non resta ornamentale, ma torna a pesare sul senso dell’intera vicenda. Alla base del giallo c’è infatti un’antica maledizione, e proprio questa matrice leggendaria contribuisce a chiudere il cerchio nel finale a sorpresa. La scelta del  titolo, infatti, guida il lettore in una vicenda in cui grande spazio è riservato ad antiche forze, memorie e ossessioni che continuano a riaffiorare nei luoghi e nelle storie.

La lettura risulta fluida anche perché Bulli inserisce nella narrazione un uso misurato del dialetto romanesco e, in un personaggio (l’ispettore di Nardo), anche di quello napoletano. Questo dettaglio non è folclore gratuito in quanto serve a restituire concretezza, colore locale e una riconoscibilità immediata alle scene. Il romanzo, del resto, ha un forte impianto visivo che si collega strettamente al percorso dell’autore come scenografo. Molte sequenze del romanzo, infatti, sembrano pensate per essere viste più che lette.

Il cavallo di Priamo è una lettura consigliata a chi cerca un giallo italiano dal passo rapido, con una forte identità territoriale e una componente storica capace di aggiungere profondità al mistero. Il libro punta sull’efficacia dell’intreccio, sul ritmo e su una storia in cui il reperto antico non è solo un oggetto misterioso, ma la chiave che apre una frattura tra epoche, interessi e colpe. 


Durata della lettura: 4 MinutiGli enigmi appassionano e i delitti sono una soglia che permettono al lettore di entrare in un territorio più vasto, fatto di memoria, paesaggi, simboli e inquietudini. “Il cavallo di Priamo” di Silvio Bulli edito da Albatros è un libro che unisce enigma e giallo in un’ambientazione ricca di fascino che abbraccia…


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Author: Francesca Amore

Appassionata di arte e cultura, è giornalista pubblicista dal 2005. Ama Roma, Napoli e ha un debole per i grandi scrittori russi, divora libri, ed è Accompagnatrice Turistica. E’ una fan accanita delle persone per bene e scrive di tutto ciò che genera valore con l’intento di dare risalto a storie interessanti che escano fuori dal circolo vizioso dell’omologazione. Dal 2019 cura il blog SguardoAdEst, una finestra sull’arte, sulla cultura, sul cibo e sulle tradizioni popolari di Roma e non solo