La figura di un nuovo commissario
Il gatto col fiocco e il cappuccio di Roberto Tarallo edito da Chiocciola Edizioni è un giallo originale e molto umano. L’autore, con una grande esperienza nel campo della comunicazione, ha deciso di lasciarsi coinvolgere da un genere, il giallo, che appassiona tantissimi lettori, con una storia tutta italiana e di grande suspense.
Il gatto col fiocco e il cappuccio è il romanzo d’esordio di Tarallo, che dimostra una padronanza navigata del ritmo narrativo, alternando ai fatti, densi momenti di introspezione, che rendono il libro godibile e completo in tutti i suoi aspetti.

Il romanzo ruota attorno all’indagine in cui si trova coinvolto, suo malgrado, l’ex commissario Zoiro. Tra le masserie pugliesi si avvicendano morti misteriose che l’ex commissario è chiamato a chiarire, tra una depressione che non gli dà tregua e segreti ancora troppo vivi. La figura che emerge è quella di un commissario nuovo, fuori dai soliti cliché, che alla cruda ironia affianca una dolce umanità.
Come di consueto, ringrazio l’autore per la bella intervista, che ci ha permesso di avere qualche dettaglio in più sul romanzo e di conoscere meglio la sua vita e le sue passioni.
Il gatto col fiocco e il cappuccio di Roberto Tarallo
Salve Roberto, ci racconta qualcosa di lei come scrittore? Quando ha iniziato a scrivere e come si è avvicinato al giallo?
Ho iniziato a scrivere cinque anni fa dopo essere andato in pensione. In effetti nella mia vita professionale, tutta svolta nell’ambito commerciale da Marketing Junior ad Amministratore d’Azienda, ho sempre dovuto cimentarmi sia verbalmente sia per iscritto nel costruire narrazioni credibili e convincenti per avvicinare clienti alla società per la quale lavoravo al momento. Una volta ritiratomi dal lavoro ho cominciato dapprima ad ipotizzare dei libri tecnici inerenti alla mia carriera poi, accantonata provvisoriamente questa idea, ho iniziato a scrivere un primo giallo. Credo un po’ influenzato dalle numerose letture in questa area e dai numerosi film e serie che sin da giovane ho guardato in televisione.
Partiamo dal titolo senza spoilerare tanto. E’ molto particolare e sembra avere poco a che fare con un’indagine di polizia. Ci può raccontare qualcosa per incuriosire i nostri lettori?
È difficile rispondere a questa domanda senza far riferimenti a fatti precisi descritti nel romanzo. Potrei dire che la trama riprende fatti di cronaca quotidiana a cui assistiamo da anni nel nostro paese. Il titolo è un indizio importante che, una volta compreso, consentirà all’ex commissario Zoiro di intuire prima e definire poi alcuni rapporti tra le persone coinvolte nell’indagine. Questo, insieme ad altri indizi, consentirà di arrivare alla conclusione del caso.

Nel suo romanzo lei si sofferma molto anche sul lato umano e personale del protagonista. C’è qualcosa del carattere di Zoiro che le assomiglia oppure che le piacerebbe avere?
C’è molto di Zoiro che vorrei avere e qualcosa che al tempo stesso mi assomiglia. Tra le caratteristiche che desidererei ad esempio la capacità riflessiva ed analitica che lui mostra sempre nelle sue storie. La capacità di immedesimarsi, con una grande empatia -direi inusuale-, nella psicologia di chi ha di fronte. Il mantenere la calma (anche se talvolta le sue reazioni appaiono impulsive ma in realtà sono meditate). Tra ciò che invece ci assomiglia sono alcune vicende autobiografiche, la gestione ad esempio di un periodo difficile, il percorso per uscirne, il ritrovato piacere della vita e della conoscenza di nuove persone, cosa a cui Zoiro sta tornando dopo un periodo problematico.
Il gatto col fiocco e il cappuccio è un giallo ricco di suspense e di intrighi. Qual è la parte del romanzo che l’ha appassionata di più mentre scriveva e perché.
Le parti che più mi hanno coinvolto, anche se da prospettive diverse, sono due. La prima è l’intreccio di due narrazioni o storie che sembrano distinte ma che alla fine convergono. Non è stato facile trovare l’aggancio realistico e credibile ma spero di esserci riuscito. La seconda è la storia umana e personale di una umanità che, per sopravvivere, deve scendere a compromessi anche pericolosi e da cui è difficile staccarsi definitivamente. Un qualcosa che mi ha coinvolto anche emotivamente avendo avuto a che fare direttamente con persone che per vivere, e mantenere le loro famiglie, hanno accettato anche una perdita di dignità personale e sopportato lo sfruttamento altrui. Qualcosa cu cui dovremmo sempre riflettere prima di esprimere giudizi affrettati sul prossimo.
Che cosa può dire ai nostri lettori per invogliarli a scegliere il suo romanzo tra le tante pubblicazioni in commercio? Cos’ha la sua storia che le altre non hanno?
In primis direi che questo romanzo è scritto nel quotidiano, in ciò che giornalmente possiamo leggere sulla carta stampata o apprendere tramite i notiziari che ci bombardano di informazioni ad ogni minuto. E’, in altre parole, un romanzo calato nel vivere di tutti i giorni. In aggiunta ho cercato di dare la possibilità di leggerlo con prospettive diverse. Quella introspettiva dell’ex commissario, quella psicologica dei personaggi, quella oggettiva del dipanarsi delle indagini, senza trascurare aspetti ambientali e storici, a cui accenno descrivendo i luoghi o le delizie enogastronomiche pugliesi. Credo che i lettori si possano ritrovare almeno in una di queste angolature in modo da potersi calare a pieno nella storia.
Durata della lettura: 5 MinutiLa figura di un nuovo commissario Il gatto col fiocco e il cappuccio di Roberto Tarallo edito da Chiocciola Edizioni è un giallo originale e molto umano. L’autore, con una grande esperienza nel campo della comunicazione, ha deciso di lasciarsi coinvolgere da un genere, il giallo, che appassiona tantissimi lettori, con…
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