La giornata conclusiva del Festival si apre nella Sala Lucio Dalla con un’energia diversa, più densa, quasi sospesa. Gli artisti arrivano con la consapevolezza di chi ha attraversato una settimana intensa e ora si prepara all’ultimo atto, tra bilanci, emozioni trattenute e parole che pesano più del solito.
Le conferenze stampa scorrono come un mosaico di voci: c’è chi racconta la fatica, chi rivendica una scelta artistica coraggiosa, chi si lascia andare a un sorriso liberatorio. È il momento in cui il Festival smette di essere solo spettacolo e diventa racconto, memoria, visione.
La quarta serata del 76° Festival di Sanremo ha registrato 10 milioni 789 mila telespettatori con uno share del 65,6%, secondo i dati di Total Audience Auditel.
Il picco d’ascolto è stato registrato alle 22.08 con 15 milioni 800 mila spettatori, mentre il picco di share è arrivato all’1.24 con il 73,3%.
Saif
Saif ha incontrato i giornalisti nella Sala Stampa Lucio Dalla con il suo tono diretto e spontaneo, raccontando l’emozione del debutto al Festival e il percorso che lo ha portato a presentare un brano così personale sul palco dell’Ariston.
Ha parlato della sua crescita artistica, delle influenze urban e pop che definiscono il suo stile e della volontà di mantenere una scrittura autentica, capace di restituire senza filtri la sua storia.
Uno dei momenti più significativi della conferenza è stato il racconto del coinvolgimento di sua madre nell’esibizione. Saif ha spiegato di averla voluta accanto a sé sul palco come gesto simbolico e affettivo, un modo per condividere con lei un passaggio fondamentale della sua vita artistica e personale.
Ha definito la sua presenza “un atto d’amore e di gratitudine”, sottolineando quanto la famiglia abbia avuto un ruolo centrale nel suo percorso.
Nel dialogo con la stampa ha parlato anche del lavoro in studio, del rapporto con il team creativo e dell’accoglienza del pubblico, che ha definito “una spinta enorme”.
Ha ringraziato la sala stampa per l’attenzione e ha guardato al futuro con entusiasmo, consapevole delle nuove responsabilità che il Festival porta con sé.

Fedez e Masini
Fedez e Marco Masini hanno incontrato i giornalisti nella Sala Stampa Lucio Dalla in un clima vivace, segnato da ironia, complicità e qualche riflessione più profonda sul loro percorso artistico.
I due hanno raccontato la genesi della loro collaborazione sanremese, spiegando come l’idea sia nata in modo spontaneo e con la volontà di unire due mondi musicali diversi ma complementari.
Masini ha sottolineato il valore della contaminazione generazionale, mentre Fedez ha parlato dell’importanza di portare sul palco un progetto che rispecchi autenticità e libertà creativa.
Nel corso dell’incontro non sono mancati momenti più leggeri, battute reciproche e riferimenti al rapporto con il pubblico, che entrambi hanno definito “caloroso e sorprendente”.
Masini ha evidenziato come Sanremo resti un banco di prova emotivo anche per chi ha una lunga carriera alle spalle, mentre Fedez ha ribadito quanto il Festival rappresenti un’occasione per mettersi in gioco senza filtri.
I due artisti hanno ringraziato la sala stampa per l’attenzione e hanno parlato del futuro immediato dopo il Festival, tra nuovi progetti, musica in arrivo e la volontà di continuare a collaborare quando ci sarà la giusta occasione.
L’intervento si è chiuso con un tono disteso, tra sorrisi e la consapevolezza di aver portato sul palco un incontro artistico inatteso ma efficace.

Laura Pausini
Laura Pausini ha incontrato i giornalisti nella Sala Stampa Lucio Dalla in un clima di grande attenzione, segnando uno dei momenti più attesi della giornata.
L’artista ha ripercorso il significato della sua presenza al Festival, sottolineando quanto Sanremo continui a rappresentare per lei un luogo simbolico, legato agli inizi della carriera ma anche a una crescita personale e professionale che oggi la porta a vivere il palco con una consapevolezza diversa.
La Pausini ha affrontato anche temi più ampi legati alla sua carriera internazionale, spiegando come continui a considerare l’Italia un punto di riferimento artistico ed emotivo.
Ha risposto alle domande con il suo consueto tono diretto, alternando riflessioni più intime a momenti di leggerezza, e ha ringraziato la stampa per l’attenzione e il sostegno costante.
La conferenza si è chiusa con un accenno ai progetti futuri, tra nuova musica e impegni internazionali, e con un messaggio di gratitudine verso il pubblico che l’ha accompagnata in questi anni e commuovendosi per l’impegno profuso e fattivo dei giornalisti e delle radio.

Mara Sattei
Mara Sattei ha incontrato i giornalisti nella Sala Stampa Lucio Dalla con un tono pacato ma molto lucido, raccontando l’emozione e la responsabilità vissute sul palco dell’Ariston.
Ha spiegato come il brano portato in gara rappresenti una tappa importante del suo percorso artistico, costruito negli ultimi anni tra ricerca sonora, scrittura personale e un’identità sempre più definita.
Ha sottolineato il lavoro fatto in studio e la volontà di mantenere una linea espressiva coerente, capace di unire delicatezza e forza emotiva.
Durante la conferenza ha parlato del rapporto con il pubblico, definendolo “caloroso e sorprendente”, e ha evidenziato quanto il Festival sia per lei un’occasione per mostrare una parte più intima del suo mondo musicale.
Ha risposto alle domande con sincerità, soffermandosi sul significato del testo, sulle scelte vocali e sulla cura dedicata all’esibizione.
Mara Sattei ha ringraziato la sala stampa per l’attenzione e ha accennato ai progetti futuri, tra nuova musica e un percorso live che intende portare avanti con maggiore consapevolezza dopo l’esperienza sanremese.

Tommaso Paradiso
Tommaso Paradiso ha incontrato i giornalisti nella Sala Stampa Lucio Dalla commentando la sua partecipazione al Festival e il significato del brano presentato quest’anno.
L’artista ha spiegato che la canzone nasce da un periodo di forte introspezione e dalla volontà di tornare a una scrittura più diretta, centrata sui sentimenti e priva di sovrastrutture.
Paradiso ha definito il palco dell’Ariston “un passaggio che mette alla prova”, sottolineando come il Festival continui a rappresentare un momento importante anche per chi ha già una lunga esperienza.
Nel corso dell’incontro ha parlato del rapporto con il pubblico, definito “caloroso”, e del lavoro svolto in studio per costruire un suono che rispecchiasse la sua identità attuale.
Ha risposto alle domande alternando riflessioni personali a momenti più leggeri, soffermandosi anche sul ruolo della band e dei collaboratori che lo accompagnano da anni.
Paradiso ha accennato ai progetti futuri, tra nuova musica e un percorso live che considera centrale nella sua attività artistica.
L’incontro si è chiuso con un ringraziamento alla sala stampa per l’attenzione e con un riferimento alla sua partecipazione al Festival come a un “ritorno alle origini”, vissuto però con una maturità diversa.

Tullio De Piscopo
Tullio De Piscopo ha incontrato i giornalisti nella Sala Stampa Lucio Dalla ripercorrendo i momenti più significativi della sua lunga carriera e condividendo aneddoti che hanno segnato il suo percorso artistico.
Il musicista ha ricordato gli inizi, le collaborazioni storiche e l’evoluzione del suo stile, sottolineando come la contaminazione tra generi sia sempre stata al centro della sua ricerca musicale.
Tra i passaggi dell’incontro, De Piscopo ha raccontato la genesi di “Andamento lento”, uno dei suoi brani più celebri.
L’artista ha spiegato di averlo composto durante un viaggio da Roma a Napoli, scegliendo di non percorrere l’autostrada ma la Pontina, la strada costiera che corre vicino al mare.
Proprio da quel paesaggio, ha ricordato, nacque la strofa “scivola, come un’onda libera ti porta via”.
Nel corso della conferenza è stato annunciato anche il cofanetto celebrativo di quattro vinili dedicato agli 80 anni dell’artista.
Il progetto, che raccoglie materiali rimasterizzati e brani rappresentativi delle diverse fasi della sua produzione, è una delle iniziative previste per celebrare la sua carriera.
De Piscopo ha inoltre anticipato che a fine marzo partirà un tour dedicato alla promozione del cofanetto e alle celebrazioni del suo percorso artistico.
L’incontro si è chiuso con un lungo applauso, a testimonianza del forte legame tra De Piscopo, la sua musica e più generazioni di ascoltatori.

Michele Bravi
Michele Bravi ha incontrato i giornalisti nella Sala Stampa Lucio Dalla soffermandosi sul significato del brano portato in gara e sul percorso personale che lo ha condotto al palco dell’Ariston.
L’artista ha spiegato che la canzone nasce da un lavoro di introspezione e dalla volontà di raccontare una fragilità trasformata in forza espressiva, sottolineando come la scrittura rappresenti per lui “uno spazio di verità” in cui mettere ordine alle emozioni.
Bravi ha parlato del rapporto con il pubblico, definendolo “un abbraccio necessario”, e ha evidenziato quanto il Festival continui a essere un luogo di confronto artistico che richiede rigore, consapevolezza e capacità di esporsi senza filtri.
Rispondendo alle domande, ha raccontato il lavoro in studio, la cura dedicata agli arrangiamenti e la scelta di un’interpretazione vocale più intima, pensata per restituire la delicatezza del testo.
Nel corso dell’incontro ha condiviso anche alcune riflessioni sul suo percorso umano, ricordando come la musica sia stata un elemento centrale nei momenti più complessi e come oggi senta la necessità di restituire quella stessa sincerità attraverso le sue canzoni.
La conferenza si è chiusa con un ringraziamento alla sala stampa e con un accenno ai progetti futuri, tra nuova musica e un percorso live che Bravi considera parte integrante della sua identità artistica.

Serena Brancale
Serena Brancale ha incontrato i giornalisti nella Sala Stampa Lucio Dalla offrendo anche un momento di riflessione sul percorso che l’ha vista impegnata sul palco dell’Ariston in queste serate.
L’artista ha descritto la partecipazione al Festival come un’occasione per presentare una visione musicale fondata su una ricerca costante, in cui convivono elementi soul, jazz e una sensibilità contemporanea che caratterizza da tempo il suo lavoro.
Nel dialogo con la stampa, Brancale ha richiamato anche l’attenzione sull’approccio adottato per le sue esibizioni, sottolineando l’importanza dell’equilibrio tra controllo interpretativo e naturalezza scenica.
Ha evidenziato come ogni performance sia stata pensata per mantenere coerenza stilistica, adattandosi al contesto del Festival senza rinunciare alla propria identità artistica.
In chiusura, l’artista ha accennato ai progetti in programma per i prossimi mesi, spiegando che la partecipazione al Festival si inserisce in una fase di consolidamento del suo percorso e di definizione delle attività future.

Photo credits: Angelo Cannavacciuolo
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Nella giornata conclusiva del Festival, la Sala Stampa Lucio Dalla ha raccolto le ultime dichiarazioni degli artisti, tra bilanci, emozioni e riflessioni sul percorso sanremese. Il clima è quello di una chiusura intensa ma carica di gratitudine: i protagonisti hanno raccontato il lavoro dietro le esibizioni, l’impatto del pubblico e la consapevolezza maturata durante la…
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