Mimmo Cavallo torna con “A las çinco de la tarde”: il nuovo viaggio musicale tra poesia, Sud e speranza

Mimmo Cavallo presenta il nuovo singolo A las çinco de la tarde tratto dall’album U Signuri U Na Manda Bona
Durata della lettura: 4 Minuti

Dal 31 luglio in radio il singolo che anticipa l’album “U Signuri U Na Manda Bona”, disponibile in digitale, vinile e CD

Dal 31 luglio arriva in radio “A las çinco de la tarde”, il nuovo singolo di Mimmo Cavallo, brano estratto dal suo nuovo album “U SIGNURI U NA MANDA BONA”, disponibile in formato digitale, vinile e CD per Suoni dall’Italia.

Un ritorno importante per uno dei cantautori più originali del panorama italiano, capace da sempre di unire rock, poesia, ironia e cultura popolare mediterranea attraverso una scrittura intensa e profondamente legata alle proprie radici.

Il brano rappresenta uno dei momenti più significativi del nuovo progetto discografico, un album nato come riflessione sulla condizione dell’uomo contemporaneo, sulle fragilità del presente e sulla necessità di continuare a credere nel futuro.

«C’è un momento in cui occorre fare i conti con la propria finitudine. È il mistero della vita, dell’uomo che si perde in guerre e non sa dividere il pane con il suo prossimo. Nonostante tutto il cuore non si arrende. Aspettiamo il futuro, sempre tutti in questa acquasantiera che chiamiamo vita», racconta Mimmo Cavallo.

Il videoclip ufficiale del singolo è disponibile online.

“U Signuri U Na Manda Bona”: il ritorno del Marenauta

L’album nasce da un’immagine simbolica: quella del “MARENAUTA”, una figura che riemerge dagli abissi interiori per riportare alla luce il proprio “pescato”, rappresentato da un insieme di canzoni nate dopo un lungo percorso creativo.

Mimmo Cavallo racconta:

«L’idea di questo disco iniziale era quella del “MARENAUTA” che riemerge dall’abisso dei propri fondali, dove viveva arenato, portando alla luce il suo pescato, un pugno di canzoni. Una metafora, più o meno evidente, della condizione in cui oggi vive un cantautore».

Il progetto ha poi trovato una nuova identità grazie all’immagine del ferro di cavallo con la scritta in calabrese “U SIGNURI U NA MANDA BONA”, simbolo della difficoltà dei tempi attuali e della necessità di affidarsi alla speranza in un periodo storico segnato da conflitti e divisioni.

La lavorazione dell’album è stata lunga e complessa, ma anche ricca di entusiasmo. La preproduzione è stata realizzata insieme a Palmi Nigro nello studio di Monteiasi, in provincia di Taranto, mentre successivamente i brani sono stati rielaborati e arrangiati da Roberto Guarino nel suo studio vicino Roma.

«La gestazione e l’uscita dell’album, conseguentemente ai tempi difficili per la canzone d’autore, è stata tribolata e lunga ma entusiasmante. Si sa che le cose belle stentano e la vita è una grande sala d’attesa», sottolinea l’artista.

Un album costruito sull’attesa, la memoria e la ricerca delle proprie radici

“U SIGNURI U NA MANDA BONA” raccoglie dodici tracce che raccontano storie personali e collettive, unite da un unico filo conduttore: il tema dell’attesa.

La tracklist comprende:

  • “U Signuri u na manda bona (intro)”
  • “Papa Caiazzo”
  • “Oh Mimì”
  • “L’estate che torna”
  • “Off limits”
  • “A la çinco de la tarde”
  • “’U Vurpe”
  • “Persone sole”
  • “La libertà”
  • “Mentire Sempre”
  • “Jesce sole jesce”
  • “Oh ninni nanna (finale)”

«C’è un filo conduttore che unisce le canzoni dell’album, tutto sommato la mano è la stessa – spiega Mimmo Cavallo – e mi riallaccio proprio alla metafora dell’attesa per cucire un filo mentale tra le canzoni».

Ogni brano diventa così una tappa di un percorso umano: la fine di una relazione e la difficoltà di ricominciare in “Off limits”, la solitudine raccontata come momento di riflessione in “Persone sole”, il desiderio di un nuovo inizio in “Jesce Sole Jesce” e “L’estate che torna”.

“Papa Caiazzo”, il brano simbolo dell’identità artistica di Mimmo Cavallo

Tra i brani più rappresentativi del disco c’è “Papa Caiazzo”, una canzone che richiama il mondo dell’infanzia dell’artista e la tradizione popolare salentina.

«È il brano che mi rappresenta di più, legato all’immagine rock blues etnico mediterraneo che mi ha sempre contraddistinto», racconta Cavallo.

La canzone recupera una figura dell’immaginario collettivo salentino, simbolo di ribellione e dissenso contro ogni forma di oppressione.

Nel disco trovano spazio anche “Oh Mimì”, dedicata a Mia Martini, e “La Libertà”, brano che affronta il tema dell’autonomia e della ricerca della propria identità.

Una carriera tra musica d’autore e grandi collaborazioni

Nato a Lizzano, in provincia di Taranto, Mimmo Cavallo debutta nel 1980 con l’album “Siamo Meridionali”, un progetto che porta una nuova maniera di raccontare il Sud attraverso una musica innovativa e vitale.

La sua cifra stilistica nasce dall’incontro tra rock ironico e graffiante, ballate poetiche, dialetto e sonorità mediterranee, fortemente influenzate dalla cultura salentina, dalla tradizione della Taranta e dalle esperienze vissute a contatto con il mondo contadino.

Nel corso della carriera ha firmato brani interpretati da grandi artisti italiani come Mia Martini, Gianni Morandi, Fiorella Mannoia, Ornella Vanoni, Loredana Bertè, Syria e Al Bano.

Ha inoltre scritto con Enzo Biagi “Ma che storia è questa”, sigla della trasmissione televisiva “La storia d’Italia a fumetti”, e ha collaborato con Zucchero Sugar Fornaciari, firmando recentemente brani come “Vedo Nero” e “Non illudermi così”.

Negli ultimi anni sono arrivati nuovi capitoli musicali con “’U Vurpe”, “Oh Mimì”, “La Libertà” e “L’estate che torna”, fino al nuovo album “U SIGNURI U NA MANDA BONA”, che riunisce singoli recenti e brani inediti.

Un lavoro che conferma Mimmo Cavallo come una delle voci più autentiche della canzone d’autore italiana, capace ancora oggi di trasformare memoria, territorio e inquietudini del presente in musica.

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Mimmo Cavallo torna sulla scena musicale con “A las çinco de la tarde”, singolo tratto dal nuovo album “U Signuri U Na Manda Bona”, un viaggio tra poesia, memoria, ironia e identità mediterranea.


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Author: Angelo Cannavacciuolo

Giornalista Pubblicista dal 2018 e Direttore responsabile della testata online OMNIADIGITALE dal 2019. Scrive per imparare, per ricordare, per esprimere, per raccontare, per informare e per sentire quel brivido di vita che solo la scrittura e poche altre cose possono dare.