Ci sono mestieri che uno fa per vivere, e poi ci sono mestieri che uno fa perché il destino li ha messi sulla propria strada e parlano al cuore.
E nel caso di Giuseppe Scrofani, ferroviere per vocazione prima ancora che per professione, il cuore si sente in ogni riga del suo libro “Diario di un Ferroviere – La mia favola”, Edizioni Chillemi, 2025.
Quarant’anni di vita tra stazioni, treni, colleghi e sogni, raccontati con una scrittura elegante, precisa e cristallina.
Il libro
Dal libro sembra che il treno non sia solo un mezzo di trasporto, ma un modo per vedere il mondo,un po’ come guardarlo dal finestrino di un Frecciarossa mentre la vita scorre, bella e complicata com’è.
L’autore racconta le trasformazioni del mondo ferroviario come si fa con un vecchio amico con tanta empatia e un pizzico di nostalgia.
C’è dentro tutto: la sicurezza, la tecnologia che corre veloce (a volte più dei treni), i nuovi servizi, eventi che hanno segnato la storia della Capitale e del Paese, l’alta velocità che cambia abitudini e distanze. Ma in mezzo a tutte queste evoluzioni, non dimentica mai le persone.
Persone che sono il fulcro principale del racconto.
E poi c’è la famiglia, che in questo libro non è un capitolo a parte, ma il binario parallelo su cui corre tutta la vita. I genitori, che gli consegnano in eredità la mappa dei valori buoni; il fratello Giancarlo; i figli Giovanni e Alessia. E soprattutto la moglie Paola.
Tra un ricordo e l’altro, Scrofani apre il suo album di colleghi e amici.
E così il libro diventa una festa di episodi, di volti, di piccoli miracoli quotidiani: momenti di tensione, risate improvvise, collaborazioni che funzionano perché costruite sulla fiducia.

L’autore
Dopo il servizio come Ufficiale di Complemento, dopo una breve esperienza professionale in Germania, ed in seguito alla Eriksson in Italia, Giuseppe Scrofani intraprende la carriera nelle Ferrovie dello Stato, crescendo professionalmente fino ad assumere incarichi di grande responsabilità. È stato Capostazione Titolare a Roma Casilina, Ostiense e Termini, per poi dirigere negli ultimi quindici anni l’Unità Operativa Esercizio del Nodo di Roma, vivendo da protagonista le principali trasformazioni infrastrutturali e tecnologiche delle Ferrovie dello Stato, e le grandi evoluzioni infrastrutturali che hanno ridisegnato stazioni della Capitale. Con oltre quarant’anni di servizio, porta con sé un percorso segnato da competenza, dedizione e profonda umanità, caratteristiche che emergono nel suo libro.
Una grande famiglia
“Diario di un Ferroviere – La mia favola” non parla solo ai ferroviari o agli appassionati di locomotive. Parla a chiunque abbia capito che il valore di una vita non si misura in risultati, ma in relazioni.
Una storia che lascia il lettore con una sensazione precisa: che il mondo ferroviario, con le sue corse, le sue attese e le sue partenze, assomiglia molto a una grande famiglia.
Una testimonianza sincera, capace di far sorridere, emozionare e riflettere.
Quando il treno è una vita” ripercorre l’esperienza professionale di Giuseppe Scrofani, offrendo una testimonianza rigorosa e documentata sul lavoro ferroviario italiano. Un racconto che valorizza dedizione, servizio pubblico e trasformazioni del settore, restituendo una prospettiva autentica sul ruolo del ferroviere nella società.
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