Prendete la matematica e la musica, aggiungete un sano spirito di scoperta e di meraviglia, unite un pizzico di passione, storia, scienza, informatica e numeri, ed ecco nascere “L’algoritmo della musica – Da Pitagora all’Intelligenza Artificiale”, il nuovo, affascinante ed originale libro di Renato Caruso.
L’autore
Renato Caruso è un giovane docente e divulgatore scientifico, laureato in informatica e diplomato in chitarra classica, capace di coniugare rigore scientifico e sensibilità musicale in un’opera che guida il lettore alla scoperta del legame profondo tra numeri, suoni e tecnologia.
Il libro
Questo libro racconta una storia un po’ particolare: non la solita storia della musica fatta di spartiti e biografie, ma una storia vista dal lato dei numeri.

Si parte da Pitagora, naturalmente. Da quell’istante in cui qualcuno si accorse che un filo teso, se accorciato secondo certe proporzioni, suona meglio di un altro. E da lì nasce tutto: il numero che diventa suono, la matematica che si fa musica.
Da qui il sottotitolo ” da Pitagora all’intelligenza Artificiale”.
Dal filosofo e matematico greco, si viaggia attraverso la musica non solo dal punto di vista sociologico come spesso accade nella divulgazione musicale, ma scientifico;
una storia fatta di ingegneri, matematici, fisici e visionari che hanno contribuito allo sviluppo della teoria musicale ( le scale musicali, il temperamento, etc.) ma anche alle invenzioni per diffonderla, gli strumenti pensati per riprodurre il suono, conservarlo: dal fonografo ai dischi che la rendono eterna, fino agli mp3 che la infilano in tasca nei cellulari.
La base di tutto è sempre la matematica.
Ma non solo.
Ad esempio, si cita Vincenzo Galilei, padre del più famoso Galileo, liutista e teorico musicale, che comprese che la musica non poteva restare prigioniera dei numeri.
“Cominciò a sospettare” che l’arte dei suoni non fosse fatta solo di armonie celesti, come si riteneva in passato, ed ebbe il coraggio di affermare una cosa rivoluzionaria: la musica è Fisica, vibrazione, e la sua bellezza dipende dalla nostra capacità di percepire queste vibrazioni attraverso l’orecchio.
Scienzati al servizio della Musica
Poi il racconto attraversa i secoli e incontra personaggi che di musica forse non ti aspetteresti: Keplero, Newton, Einstein. Gente che studiava pianeti, forze e spazio-tempo, ma che in fondo stava facendo la stessa cosa dei musicisti: scrutare l’eleganza, l’ordine della natura, l’equilibrio (dei suoni).
Il viaggio continua fino al Novecento, con Alan Turing, Shannon e le grandi idee che hanno portato al computer.
E alla fine si arriva ai nostri giorni, dove algoritmi probabilistici e software compongono musica al posto nostro.
L’intelligenza artificiale.
L’autore afferma che oggi siamo arrivati a un punto in cui è quasi impossibile distinguere se un brano sia stato prodotto da un umano o da una macchina
E allora viene il dubbio: ma non è che, dopo duemilacinquecento anni, siamo tornati al punto di partenza? L’intelligenza artificiale fa musica usando i numeri.
Proprio come diceva Pitagora. Forse aveva ragione lui. E forse la musica, sotto sotto, non ha mai smesso di essere matematica che ha imparato a emozionarsi.
Un libro indispensabile per tutti gli appassionati di musica e scienza, ma anche per chiunque voglia approfondire temi culturali e comprendere le dinamiche che rendono affascinante il mondo dei suoni e degli strumenti che li riproducono.
Perché alla fine, comprendere la musica significa capire un po’ di più l’armonia nascosta dell’universo.
Da leggere assolutamente.
Quando la Musica è Scienza, “L’algoritmo della Musica”di Renato Caruso
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