Una città che non si lascia afferrare: Napoli è una nuvola di Antonio Benforte

Napoli è una nuvola Antonio Benforte
Durata della lettura: 4 Minuti

Napoli è una città che non si lascia catturare. 

Napoli è una nuvola di Antonio Benforte edito da Pensiero Creativo, ci racconta una realtà che cambia forma mentre la si guarda, si apre alla luce e subito dopo nasconde un’ombra, promette una cartolina e ci consegna un dolore. 

Una guida atipica

È da questa natura mobile, contraddittoria e profondamente umana che nasce Napoli è una nuvola, una raccolta di racconti con cui Benforte torna a percorrere la sua città senza pretendere di spiegarla. La osserva piuttosto dall’alto e da vicino, come si osserva una nuvola: riconoscendovi figure, presenze e memorie, sapendo però che un istante dopo saranno già mutate.

Giornalista e comunicatore digitale, con una lunga esperienza nell’editoria e nel settore dei beni culturali, Benforte conosce il potere delle immagini e delle parole, ma anche il rischio delle formule facili. Il risultato delle sue emozioni e riflessioni è una guida atipica e sentimentale, costruita per lampi, spezzoni e istantanee. 

Si entra dalla soglia affollata di Piazza Garibaldi e ci si muove fra Piazza del Gesù, San Biagio dei Librai, il Cristo Velato, il Vomero e Posillipo; si sale verso il Monte Echia, si scendono le Scale del Petraio, si incontrano il Cimitero delle Fontanelle, Edenlandia e il Parco dei Murales. Accanto ai luoghi celebrati affiorano angoli meno frequentati dove ogni luogo diventa il punto d’innesco di una vicenda. Ogni personaggio, anche solo sfiorandone un altro, gli passa idealmente il testimone: una coppia di turisti, un gruppo di maturandi, una serata di eccessi, un incontro apparentemente casuale, diventano episodi minuti che si richiamano tra loroe compongono un’unica trama diffusa.

Come di consueto, ringrazio l’autore per questa bella intervista che mi ha permesso di intuire come va letto il suo libro; io ci vedo un itinerario, un’antologia di fiabe moderne e un romanzo corale composto da incontri.

Napoli è una nuvola di Antonio Benforte: intervista all’autore

Salve Antonio, domanda di rito per tutti gli scrittori nuovi al nostro pubblico di lettori. Ci racconta brevemente cosa fa nella vita e quali sono le sue passioni?

Un saluto a lei e a tutti i lettori. Io sono un giornalista, esperto di comunicazione digitale. Dopo aver lavorato per molto tempo nell’editoria, da dieci anni mi occupo di social media e comunicazione digitale nel settore dei beni culturali. Le mie principali passioni, oltre ovviamente alla letteratura e ai libri (ho una biblioteca con quasi 3000 volumi), sono la musica e i viaggi.

Partiamo subito dal titolo. Perché “Napoli è una nuvola”? Quale immagine della città racchiude questa metafora? mutevolezza, leggerezza, distanza, o qualcosa di diverso?

Ho ragionato tanto, anche insieme all’editor e alla casa editrice, su quale potesse essere il titolo migliore per questo romanzo di racconti, e dopo vari titoli intermedi poco convincenti abbiamo scelto «Napoli è una nuvola». I motivi li spiego nell’introduzione al volume: sono relativi non soltanto al carattere mutevole e inafferrabile della città, ma anche alle luci e ombre che la caratterizzano. Non è più «la città del sole», ma ci sono spesso ombre e nuvole, appunto. Nuvole che spesso si trasformano in veri e propri temporali, come confermano le ultime stagioni di clima impazzito, anche dalle nostre parti!

I racconti sono collegati da personaggi che si sfiorano e si passano idealmente il testimone. Quando ha capito che le storie potevano diventare un’unica “guida atipica”?

I primi racconti del libro, scritti dieci anni fa, erano nati come «atto d’amore» nei confronti della città. Mi sono poi reso conto che, scrivendo solo spinto dalla passione, i racconti diventavano troppo carichi di stereotipi, e ho preferito dare maggiore risalto anche alle storie, alle situazioni, ai personaggi che si muovono sulla scena di quel teatro a cielo aperto che è Napoli. Così tutto ha iniziato a funzionare molto meglio, e in questo modo il lettore può sia apprezzare il lato più narrativo, sia trovare utili spunti per visitare la città, soprattutto alcune chicche che fanno da sfondo ad alcuni racconti: le scale del Petraio, il Cimitero delle Fontanelle, Posillipo, il Monte Echia o il Parco dei Murales.

Come si raccontano bellezza, disordine e contraddizioni di Napoli senza cadere né nell’idealizzazione né nella denuncia stereotipata?

Non è facile e spero di esserci riuscito, non ne sono sicuro, ma i primi pareri dei lettori mi sembrano confortanti. Napoli è una città complessa, difficile, che o si ama o si odia. Quando tornai a viverci, dodici anni fa, mi era mancata tanto e sentivo di amarla alla follia: oggi che sono sposato e ho due figlie, una famiglia insomma, non posso dire la stessa cosa, il mio giudizio è più maturo e non si ferma solo alla bellezza, oggettiva, dei luoghi, ma si allarga alla vivibilità generale del centro e delle periferie. Ho cercato però di tenere giudizi e stereotipi quanto più distanti dalla narrazione, lasciando parlare semplicemente i posti e le storie. Spero di esserci riuscito.

Se il lettore dovesse conservare una sola immagine su Napoli, quale vorrebbe che fosse?

Per me uno dei racconti più «magici», e che ho scritto con maggiore trasporto, è quello ambientato lungo le Scale del Petraio. È un luogo che non tutti conoscono, i napoletani in primis, ed è bello che sia gli abitanti della città sia i turisti possano scoprirlo: offre alcuni panorami mozzafiato su Napoli e molti scorci suggestivi, quasi uno spazio sospeso nel tempo.

Author: Francesca Amore

Appassionata di arte e cultura, è giornalista pubblicista dal 2005. Ama Roma, Napoli e ha un debole per i grandi scrittori russi, divora libri, ed è Accompagnatrice Turistica. E’ una fan accanita delle persone per bene e scrive di tutto ciò che genera valore con l’intento di dare risalto a storie interessanti che escano fuori dal circolo vizioso dell’omologazione. Dal 2019 cura il blog SguardoAdEst, una finestra sull’arte, sulla cultura, sul cibo e sulle tradizioni popolari di Roma e non solo