Il libro di Ciro Salatiello e Peppe Iannicelli, pubblicato da Edizioni Vulcaniche, con la prefazione di Maurizio de Giovanni, è un viaggio tra sapori, storia, personaggi e sentimenti. Perché a Napoli anche una ricetta può diventare un racconto.
Prendete un bel po’ di storia napoletana, aggiungete qualche cucchiaio di tradizione, una generosa manciata di aneddoti, un pizzico di filosofia popolare e una buona dose di quella ironia che a Napoli non manca mai, nemmeno nei momenti più seri.
Mescolate il tutto con la sapienza di uno chef e la curiosità di un giornalista.
Lasciate riposare tra i ricordi, profumate con un po’ di poesia e, soprattutto, non dimenticate l’ingrediente fondamentale: il sentimento.
Il risultato sarà Ammammato Ammammato, il libro di Ciro Salatiello e Peppe Iannicelli, pubblicato da Edizioni Vulcaniche, con la prefazione di Maurizio de Giovanni.

Le ricette sono soltanto il punto di partenza di un racconto che attraversa la storia, le tradizioni e le curiosità di Napoli.
Salatiello, che della cucina conosce i segreti e soprattutto il linguaggio, e Iannicelli, che sa cogliere con sensibilità e intelligenza le storie nascoste dietro i fatti, hanno compiuto un’operazione interessante: hanno preso Napoli per la gola, ma con l’intenzione di arrivare alla sua anima.
E Napoli, si presta magnificamente a questo genere di esperimenti.
È una città nella quale persino un piatto di pasta può diventare una questione filosofica.
Perché c’è sempre qualcuno pronto a sostenere che una certa ricetta si faccia in un modo e qualcun altro disposto a giurare, magari chiamando a testimone tre generazioni di antenati, che il modo giusto sia esattamente il contrario.
Il titolo, Ammammato Ammammato, contiene già una piccola dichiarazione d’intenti. Evoca quella misura istintiva che appartiene alla cucina di casa, dove le quantità non si stabiliscono soltanto con la bilancia, ma con l’esperienza, l’occhio e una certa intelligenza delle mani.
È il sapere di chi aggiunge un ingrediente senza bisogno di contarlo, perché sa riconoscere il momento in cui un piatto ha raggiunto il suo equilibrio.
Tra le pagine del volume passano ricette, leggende, curiosità, vicende storiche e personaggi che, a prima vista, sembrerebbero avere poco a che fare con pentole e fornelli. E invece ecco Virgilio, Caravaggio, Garibaldi, Eduardo De Filippo e persino Maradona.
Un incontro di epoche e temperamenti che potrebbe apparire improbabile soltanto a chi non conosce Napoli, dove il passato non è mai completamente passato e i grandi personaggi continuano a vivere nei racconti quotidiani.
È questa, probabilmente, una delle qualità più piacevoli del libro: ricordarci che la gastronomia non è una disciplina isolata, ma una forma di civiltà. Dietro una pietanza ci sono i commerci, le dominazioni, la povertà, l’ingegno, le feste, le credenze e qualche volta perfino le rivoluzioni. Un popolo, insomma, racconta se stesso anche attraverso ciò che mette nel piatto.
La prefazione di Maurizio de Giovanni aggiunge al volume una voce particolarmente significativa. La sua presenza si accorda bene con lo spirito dell’opera, perché anche il cibo, come i racconti, possiede la capacità misteriosa di riportare vicino ciò che sembrava lontano.
Basta un odore, qualche volta, per far tornare in vita un’intera domenica.
Edizioni Vulcaniche consegna così ai lettori un volume che mette insieme divulgazione, cultura gastronomica e piacere della narrazione.
Ammammato Ammammato ci ricorda, in definitiva, che cucinare non significa soltanto trasformare gli ingredienti, ma conservare e trasmettere qualcosa. Un gesto, una storia, un’appartenenza.
Del resto, a Napoli, quando qualcuno ti domanda se hai mangiato, non sempre vuole sapere se hai fame. Qualche volta vuole semplicemente sapere come stai.
Si può cucinare seguendo alla perfezione tutte le istruzioni di un ricettario. Ma per trasformare un piatto in qualcosa che sappia davvero emozionare, quelle istruzioni, da sole, non bastano.
Le ricette insegnano a cucinare. Ma sono le storie, i gesti e i sentimenti a dare sapore a ciò che resta dentro di noi.
Ed è proprio questo che dà a certe pagine il potere di andare oltre le parole ed evocare ricordi “dolci e salati”.
Un libro che lascia il segno. Da leggere assolutamente.
Scopri “Ammammato Ammammato” di Ciro Salatiello e Peppe Iannicelli: un viaggio nella cucina napoletana tra ricette, storia, tradizioni e sentimenti.
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