“Polvere di gesso” di Fabrizio Falchi

“Polvere di gesso” di Fabrizio Falchi
Durata della lettura: 4 Minuti

Tra realtà e apparenza

“Polvere di gesso” di Fabrizio Falchi edito da Homo Scrivens è il giallo d’esordio dell’autore, che ci accompagna nei meandri dell’intelligenza artificiale.

Attraverso una scrittura fresca e coinvolgente, Fabrizio Falchi racconta la storia di un suicidio, quello di Linda, collega precaria del protagonista Luigi Fucini, ricercatore che lavora presso il CNR di Pisa. Tanti rimandi alla vita dell’autore, si intrecciano in una storia di fantasia ricca di suspence che spinge Luigi a scavare nella vita di Linda, di cui non accetta la morte. il suo superiore, i colleghi più stretti, gli studenti, i soci in una startup, gli amori svaniti sono il terreno su cui si muove Luigi per le sue indagini personali, Spinto più dai suoi fantasmi che da dubbi concreti.

In un mondo sull’orlo di una trasformazione, innescata dalle ripetute scoperte nel campo dell’intelligenza artificiale, la ricerca della verità si trasforma in un viaggio lungo il sottile confine tra realtà e apparenza.

“Polvere di gesso” di Fabrizio Falchi

Salve Fabrizio, domanda di rito a tutti gli scrittori che approdano sul nostro sito per la prima volta: ci racconta brevemente cosa fa nella vita, di cosa si occupa?

Sono un ricercatore, lavoro all’Istituto di Scienza e Tecnologie dell’Informazione del CNR di Pisa dove mi occupo di intelligenza artificiale e in particolare di visione artificiale applicata ai media (soprattutto immagini e video) e alle discipline umanistiche in generale.

“Polvere di gesso” è il suo romanzo d’esordio. Qual è stata la scintilla che le ha fatto propendere per la pubblicazione? C’è stato un evento, un fatto che l’ha spinta verso questa decisione?

Mi piacciono molto i gialli, soprattutto quelli che sfruttano questo genere per parlare di altro, per attirare il lettore dentro un puzzle in cui fargli vedere tante cose che altrimenti, con grande probabilità, non gli interesserebbero. Nella letteratura che leggo e che amo, non ho trovato raccontato l’ambiente degli enti di ricerca, in particolare quello del CNR. Questo desiderio di portare le persone dentro al mondo della ricerca, in particolare quella informatica, è stato la scintilla che mi ha portato a scrivere e mi ha anche convinto che potessi essere la persona giusta a farlo.

Nel protagonista, Luigi Fucini, c’è qualcosa che la rappresenta oppure si è ispirato a un personaggio o una persona che ha realmente conosciuto?

Due sono gli aspetti di Luigi che sento più miei: l’amore per la musica e l’esperienza del lutto perinatale. La musica è entrata in questo libro senza essere invitata; un po’ alla volta si è fatta strada nel manoscritto che stavo scrivendo e ora è ovunque. Ho invece deciso di dare al protagonista il mio lutto perché ritengo che se ne parli poco, che spesso si tenda a nasconderlo, a fingere che non sia mai successo nella convinzione che le coppie vadano avanti e che tutto passi.

Secondo lei, perché l’intelligenza artificiale è poco raccontata nei romanzi gialli? Si è fatto un’idea?

Il tipo di intelligenza che stiamo dando alle macchine è molto diverso da quello che ci aspettavamo soltanto qualche anno fa. Pensavamo ad algoritmi, logica e deduzioni, ma abbiamo invece scoperto che riusciamo a fargli svolgere le attività più complesse attraverso l’apprendimento automatico, che le porta a una forma di intuizione basata sull’esperienza. È per questo che le capacità creative che vediamo nei computer ci sorprendono e non sono state ancora sufficientemente elaborate nella letteratura.

Qual è la parte del romanzo che l’ha catturata di più mentre scriveva? 

I tre sogni che fa Luigi sono stati momenti di scrittura intensi perché sono finestre aperte sul suo inconscio, sulla parte intuitiva della sua intelligenza. Questo, assieme alle musiche che sente nella sua testa, è il modo in cui Luigi lui accede al deposito delle sue esperienze che viene rielaborato fino a generare immagini, dialoghi e musica. Nello scrivere questo specchio in lui dell’intelligenza artificiale a cui sta lavorando mi sono emozionato molto.


Durata della lettura: 4 MinutiTra realtà e apparenza “Polvere di gesso” di Fabrizio Falchi edito da Homo Scrivens è il giallo d’esordio dell’autore, che ci accompagna nei meandri dell’intelligenza artificiale. Attraverso una scrittura fresca e coinvolgente, Fabrizio Falchi racconta la storia di un suicidio, quello di Linda, collega precaria del protagonista Luigi…


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Author: Francesca Amore

Appassionata di arte e cultura, è giornalista pubblicista dal 2005. Ama Roma, Napoli e ha un debole per i grandi scrittori russi, divora libri, ed è Accompagnatrice Turistica. E’ una fan accanita delle persone per bene e scrive di tutto ciò che genera valore con l’intento di dare risalto a storie interessanti che escano fuori dal circolo vizioso dell’omologazione. Dal 2019 cura il blog SguardoAdEst, una finestra sull’arte, sulla cultura, sul cibo e sulle tradizioni popolari di Roma e non solo