Roma Antica di Giovanni Paolo Panini da New York al Museo Poldi Pezzoli

Roma Antica di Giovanni Paolo Panini
Durata della lettura: 4 Minuti

Roma Antica di Giovanni Paolo Panini

Roma Antica di Giovanni Paolo Panini approda al Museo Poldi Pezzoli di Milano che, in occasione delle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026, presenta Meraviglie del Grand Tour, una splendida mostra realizzata in collaborazione con il Metropolitan Museum of Art di New York. Un progetto espositivo di respiro internazionale che porta per la prima volta a Milano uno dei capolavori assoluti del Settecento europeo, Roma Antica di Giovanni Paolo Panini, datato 1757, una straordinaria veduta immaginaria che celebra la grandezza della Città Eterna e il fascino senza tempo delle sue rovine.

Interno del Pantheon di Giovanni Paolo Panini (1765), foto di dominio pubblico

Un vero e proprio viaggio nel tempo accompagna il visitatore tra preziose collezioni del museo e nuove e importanti acquisizioni. Al centro del percorso fa bella mostra di sé Roma Antica, uno degli esempi più celebri di “metapittura”: Panini immagina una sontuosa galleria ideale in cui sono esposti oltre cinquanta dipinti raffiguranti monumenti e rovine della Roma antica. Panini popola la scena di statue riconoscibili, architetture iconiche e personaggi reali, tra cui lo stesso artista e il suo committente, il conte di Stainville, ambasciatore francese a Roma. 

Pittore, scenografo e architetto, Giovanni Paolo Panini (1691-1765) è stato uno dei grandi interpreti visivi del Grand Tour, capace di unire rigore prospettico, gusto teatrale e una straordinaria abilità narrativa che trasformava Roma in un palcoscenico ideale, simbolo universale di arte e civiltà.

All’interno del percorso espositivo del Museo Poldi Pezzoli è presente anche l’Interno del Pantheon di Panini, datato 1743 e acquisito dal museo nel 2024 grazie alla donazione di Giovanna Zanuso. Il dipinto riveste grande importanza per la città di Milano, che fino a questo momento non possedeva alcuna opera dell’artista nelle proprie collezioni pubbliche.

Roma tra le mete privilegiate del Grand  Tour 

La mostra si sviluppa come un percorso che prende avvio dal dipinto in prestito dal Metropolitan Museum di New York e si estende nelle sale del Poldi Pezzoli, ripercorrendo la pratica del Grand Tour.

Ritratto di Piero del Pollaiolo (1470-1472), simbolo del museo, foto di dominio pubblico

Il Grand Tour era un lungo viaggio formativo che, a partire dalla fine del XVI secolo e soprattutto nel Settecento, condusse giovani aristocratici europei – inglesi, tedeschi, scandinavi e americani – alla scoperta dell’arte e della cultura di Francia e Italia. Un’esperienza che aveva proprio nell’Italia e nella Roma antica la sua meta privilegiata, tra monumenti, rovine, scavi archeologici e souvenir destinati a raccontare il viaggio una volta tornati a casa.

La mostra è anche una grande occasione per ammirare per la prima volta la collezione di ventagli del Grand Tour. Questa è giunta al museo nel 2005 grazie al legato testamentario del collezionista Carlo Borgomaneri insieme a una selezione di gioielli in micromosaico provenienti da collezioni private. Si tratta di oggetti preziosi e raffinati, spesso acquistati dalle dame in viaggio, decorati con vedute di Roma, Napoli, Pompei, Ercolano e Paestum, che raccontano il desiderio di portare con sé un frammento di bellezza e memoria.

I dipinti di Gaspar Van Wittel e altre bellezze 

Accanto a Roma Antica di Giovanni Paolo Panini, il visitatore può ammirare anche altre due opere inedite di un altro famosissimo vedutista: Gaspar Van Wittel. Sin tratta della Veduta panoramica di Roma da Villa Medici e della Veduta panoramica di Roma dalla Trinità dei Monti

Van Wittel era un artista olandese, naturalizzato italiano, tra i primi a dipingere Roma con uno sguardo analitico e luminoso, attento al dettaglio e alla resa topografica, anche grazie all’uso di strumenti come la camera ottica. Le sue vedute, molto ricercate dal patriziato romano e dai viaggiatori stranieri, erano autentici souvenir del Grand Tour.

Gaspar Van Wittel, Veduta panoramica di Roma da Villa Medici, 1712 ( foto di dominio pubblico)

Il viaggio prosegue con un sarcofago romano del III secolo d.C., recentemente restaurato, che dialoga con uno dei miti più celebri dell’antichità: il gruppo scultoreo del Laocoonte e i suoi figli. In mostra è presente la raffinata riproduzione in porcellana dura realizzata dalla Manifattura Ginori di Doccia nel 1749, ispirata alla celebre scultura ellenistica oggi conservata ai Musei Vaticani. Il drammatico episodio narrato nell’Eneide, con il sacerdote troiano e i suoi figli avvolti dai serpenti marini, è di datazione incerta (tra la metà del II a.C e la seconda metà del I d.C) ma divenne comunque nel tempo un’icona imprescindibile per artisti, collezionisti e viaggiatori. 

A chiudere il percorso, la sorprendente opera video Tutti gli DÈI del pluripremiato regista Ferzan Ozpetek, che reinterpreta il tema del Grand Tour attraverso il linguaggio potente e contemporaneo della cinematografia. Un finale emozionante che connette passato e presente, arte e visione, restituendo al pubblico l’idea del viaggio come esperienza di conoscenza e scoperta.

Il prestito di Roma Antica di Giovanni Paolo Panini da parte del Museo di New York è quindi una grande occasione non solo per ripercorrere la preziosa collezione del Museo Poldi Pezzoli, ma anche per scoprire quel fil rouge che lega l’arte antica, quella moderna e quella contemporanea


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Author: Francesca Amore

Appassionata di arte e cultura, è giornalista pubblicista dal 2005. Ama Roma, Napoli e ha un debole per i grandi scrittori russi, divora libri, ed è Accompagnatrice Turistica. E’ una fan accanita delle persone per bene e scrive di tutto ciò che genera valore con l’intento di dare risalto a storie interessanti che escano fuori dal circolo vizioso dell’omologazione. Dal 2019 cura il blog SguardoAdEst, una finestra sull’arte, sulla cultura, sul cibo e sulle tradizioni popolari di Roma e non solo