Luigi Zeno da Leonardo in Minerva su Netflix alle fiction Rai 1 -intervista-

Luigi Zeno da Leonardo in Minerva su Netflix alle fiction Rai 1 -intervista-
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Intervista al giovane attore di Ercolano tra Nemo – Chi ha ucciso Sofia, Trastevere Blues, formazione e nuovi obiettivi

Luigi Zeno interpreta Leonardo in Minerva – La Scuola su Netflix e prosegue il suo percorso nelle fiction Rai 1 con Nemo – Chi ha ucciso Sofia e Trastevere Blues. Il giovane attore di Ercolano racconta il lavoro sui personaggi, il rapporto con il pubblico e la scelta di affiancare alla recitazione gli studi universitari.

La serie Minerva – La Scuola, disponibile su Netflix dal 22 settembre 2026, rappresenta una tappa importante del suo percorso televisivo. Ai nuovi progetti si aggiunge La promessa di Patrizio Oliva, destinata a Rai 1. Esperienze diverse che gli consentono di ampliare il repertorio e confrontarsi con nuovi registi e interpreti.

Il 31 ottobre 2026, al Maschio Angioino di Napoli, Luigi Zeno ha ricevuto il riconoscimento come miglior giovane attore italiano nell’ambito della XIII edizione del Premio Internazionale Ambasciatore del Sorriso. Il premio si affianca ai riconoscimenti ottenuti in diversi festival nazionali e internazionali.

Leonardo in Minerva e il percorso da Netflix a Rai 1

Luigi Zeno, dal successo di Minerva su Netflix ai nuovi progetti Rai: come stai vivendo questo momento?

«Lo sto vivendo con entusiasmo, ma anche con grande senso di responsabilità. Quando inizi a vedere realizzarsi alcuni degli obiettivi per cui hai lavorato, capisci che non è il momento di fermarti. Ogni esperienza mi sta insegnando qualcosa e mi sta aiutando a crescere, non soltanto come attore, ma anche come persona. Sono felice di ciò che sta accadendo, però sento di essere ancora all’inizio del mio percorso.»

Il personaggio di Leonardo in Minerva – La Scuola ti ha fatto conoscere a un pubblico più ampio. Cosa ti ha lasciato?

«Leonardo è stato un personaggio importante per la mia crescita artistica. Mi ha permesso di confrontarmi con una realtà particolare, fatta di disciplina, regole e rapporti umani complessi. Ho cercato di comprenderne il carattere, le contraddizioni e le motivazioni. Penso che interpretare un personaggio significhi proprio questo: entrare nel suo mondo senza giudicarlo.»

Dopo Netflix sei arrivato a nuove produzioni Rai, tra cui Nemo e Trastevere Blues. Cosa rappresenta questa fase della tua carriera?

«Rappresenta un’opportunità per continuare a imparare. Non penso a Netflix e Rai come a due traguardi da confrontare. Per me conta soprattutto la possibilità di lavorare su storie interessanti, incontrare professionisti preparati e confrontarmi con personaggi diversi. Ogni set ha qualcosa da insegnarti, e io cerco sempre di arrivare preparato.»

Università e vita quotidiana lontano dal set

Il pubblico vede l’attore, ma spesso non conosce il ragazzo. Chi è Luigi Zeno lontano dal set?

«Sono un ragazzo che cerca di vivere la propria età, con i suoi impegni, le sue passioni e le sue giornate normali. Frequento l’università, mi piace allenarmi e trascorrere del tempo con le persone a cui voglio bene. La recitazione è una parte fondamentale della mia vita, ma non voglio che sia l’unica cosa che mi definisce.»

A diciannove anni hai già lavorato su set importanti. Ti senti diverso dai tuoi coetanei?

«In alcune situazioni mi capita di sentire una responsabilità maggiore, perché questo lavoro richiede disciplina e capacità di adattamento. Però non penso di essere diverso dagli altri ragazzi della mia età. Anche io ho dubbi, obiettivi, momenti di entusiasmo e giornate più difficili. Cerco semplicemente di trovare un equilibrio tra il lavoro e la mia vita personale.»

Il rapporto con i social e con il pubblico

Su TikTok condividi anche contenuti legati a Leonardo e Minerva. Che rapporto hai con i social?

«Mi piace condividere anche il lato spontaneo della mia vita. Non voglio mostrare soltanto il lavoro sul set, ma anche momenti quotidiani, l’università, gli allenamenti e situazioni divertenti. Credo che i social possano essere un modo per avvicinarsi al pubblico senza dover costruire necessariamente un’immagine perfetta.»

L’immagine conta molto nel mondo dello spettacolo. Quanto è importante per te?

«Penso che l’immagine abbia il suo peso, soprattutto oggi, ma non possa sostituire la preparazione. Un attore deve essere in grado di emozionare, comunicare e rendere credibile un personaggio. L’aspetto può attirare l’attenzione, ma è quello che riesci a trasmettere a fare davvero la differenza.»

Ti capita di leggere i commenti del pubblico dopo l’uscita di una serie?

«Sì, a volte mi incuriosisce sapere cosa pensano gli spettatori. È bello quando qualcuno si affeziona a un personaggio o apprezza il lavoro che hai fatto. Allo stesso tempo penso sia importante non dipendere completamente dai giudizi degli altri. Cerco di ascoltare, imparare e mantenere la mia autenticità.»

Premi e cinema sociale nel percorso di Luigi Zeno

Hai ricevuto il riconoscimento di miglior giovane attore italiano al Maschio Angioino. Che valore attribuisci ai premi?

«Ricevere un riconoscimento è sempre una grande emozione, soprattutto quando arriva nella mia terra. Sono momenti che ti fanno ripensare al percorso fatto e alle persone che ti hanno accompagnato. Ma considero i premi soprattutto uno stimolo a migliorare. Non vorrei mai pensare di essere arrivato.»

Il tuo percorso comprende presentazioni al Senato e al Parlamento Europeo e il Leone d’Oro Alato di San Marco conferito al Campidoglio. Quanto conta per te l’impegno sociale?

«Credo che il cinema e la recitazione possano essere strumenti importanti per affrontare temi che riguardano tutti, soprattutto i giovani. Ho avuto la possibilità di partecipare a progetti dedicati al bullismo e ad altre tematiche sociali. Se una storia riesce a far riflettere anche una sola persona, penso abbia già raggiunto qualcosa di importante.»

Formazione e obiettivi per il futuro

Quale personaggio sogni di interpretare in futuro?

«Mi piacerebbe confrontarmi con ruoli molto diversi da quelli che ho interpretato finora. Amo i personaggi complessi, quelli che hanno contraddizioni e aspetti da scoprire. Non vorrei essere associato sempre allo stesso tipo di ruolo. Mi interessa sorprendere il pubblico, ma soprattutto sorprendere me stesso.»

Ti consideri un ragazzo ambizioso?

«Sì, credo che l’ambizione sia importante quando è accompagnata dal lavoro. Ho tanti obiettivi, ma cerco di concentrarmi su quello che posso fare oggi. Mi piace studiare, osservare gli altri attori e imparare dai registi. Non penso che il successo possa sostituire la preparazione.»

Cosa ti spaventa maggiormente del futuro?

«Forse l’idea di smettere di crescere. Questo mestiere mi affascina proprio perché ogni volta devi ricominciare, affrontare qualcosa di nuovo e metterti in discussione. Non sapere esattamente cosa succederà può spaventare, ma è anche una delle cose più belle di questo lavoro.»

Se potessi dare un consiglio ai giovani che sognano di diventare attori, quale sarebbe?

«Direi di non cercare scorciatoie. Studiare, fare esperienza, accettare i rifiuti e continuare a credere in quello che si ama. È importante avere pazienza e non misurare tutto attraverso i risultati immediati. Ogni esperienza, anche quella più difficile, può insegnarti qualcosa.»

Luigi, come vorresti essere ricordato tra dieci anni?

«Vorrei essere ricordato per i personaggi che ho interpretato e per le emozioni che sono riuscito a trasmettere. Mi piacerebbe costruire una carriera fatta di ruoli diversi e storie importanti. Ma soprattutto vorrei continuare a riconoscermi nella persona che sono oggi, senza perdere la curiosità e la voglia di imparare.»

I progetti di Luigi Zeno dopo Minerva

Dopo Leonardo in Minerva – La Scuola, Luigi Zeno amplia il proprio percorso con Nemo – Chi ha ucciso Sofia, diretto da Carmine Elia, e Trastevere Blues, produzione Picomedia con la regia di Beniamino Catena e Marco Bocci. Nel suo percorso figura anche La promessa di Patrizio Oliva. Il passaggio tra piattaforme e televisione generalista offre occasioni per lavorare su storie e personaggi differenti.

Tra i giovani attori italiani emergenti, il suo profilo unisce produzioni televisive, cortometraggi a tematica sociale e formazione. Il riconoscimento come miglior giovane attore italiano ricevuto a Napoli accompagna questa fase del percorso, mentre l’obiettivo dichiarato resta costruire una carriera attraverso lo studio e la varietà dei ruoli.

Author: Daniela Del Prete

nata a Napoli nel 1975, è una giornalista e stimata addetta stampa attiva in tutt'Italia. Direttrice della web tv Dagal Social e PiazzaMunicipio.info. Presidente dell'associazione Dagal Creations APS, gestisce l'ufficio stampa di numerosi eventi e ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti. Premi: Premio Eccellenze Istituzionali come giornalista nel 2022. Premio Special Award alla 76ª Biennale di Venezia per la valorizzazione del territorio. Premio Internazionale a Barcellona per la web tv, Premio Speciale Award dalla Polizia di Stato per la divulgazione e comunicazione.