Il documentario scritto e diretto da Riccardo Brun sarà presentato in anteprima alle Giornate degli Autori – Confronti dell’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Proiezione l’8 settembre alle ore 16 in Sala Laguna.
Dodici anni di scrittura, ascolto e immaginazione all’interno dell’Istituto Penale per i Minorenni di Nisida. Un’esperienza unica che ha trasformato la parola in un ponte tra mondi apparentemente inconciliabili e ha coinvolto un collettivo di autori napoletani composto da Viola Ardone, Riccardo Brun, Daniela De Crescenzo, Antonio Menna, Maurizio De Giovanni, Valeria Parrella e Patrizia Rinaldi.
I Nisidiani arriva alle Giornate degli Autori
I Nisidiani, il nuovo documentario scritto e diretto da Riccardo Brun, sarà presentato in anteprima alle Giornate degli Autori, nella sezione Confronti, nell’ambito dell’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.
L’opera porta sullo schermo una delle esperienze culturali e sociali più significative nate a Napoli negli ultimi anni, ricostruendo un percorso che per dodici anni ha intrecciato letteratura, educazione, cittadinanza e impegno civile all’interno dell’Istituto Penale per i Minorenni di Nisida.
La proiezione è in programma l’8 settembre alle ore 16 nella Sala Laguna del Lido di Venezia.
Saranno presenti il regista e produttore Riccardo Brun, la scrittrice Viola Ardone, i produttori Donella Bossi Pucci, Paolo Rossetti e Francesco Siciliano, oltre al direttore di Rai Documentari Luigi del Plavignano.
Un film nato da dodici anni di scrittura, ascolto e immaginazione
Prodotto per Panamafilm da Donella Bossi Pucci, Riccardo Brun, Paolo Rossetti e Francesco Siciliano, in collaborazione con Rai Documentari, con la produttrice Rai Silvia Barite, I Nisidiani racconta un’esperienza sviluppatasi tra il 2010 e il 2022.
Al centro del progetto c’è un gruppo di scrittori e intellettuali napoletani che ha dato vita, all’interno dell’istituto, a un laboratorio permanente di scrittura e immaginazione.
Quello spazio è diventato progressivamente un luogo di confronto, nel quale la parola ha assunto un valore che andava ben oltre la dimensione letteraria, diventando occasione di ascolto, conoscenza e trasformazione reciproca.
Da questa esperienza è nato il collettivo I Nisidiani, formato da Viola Ardone, Riccardo Brun, Daniela De Crescenzo, Antonio Menna, Maurizio De Giovanni, Valeria Parrella e Patrizia Rinaldi.
Nel corso degli anni gli autori hanno sviluppato un legame profondo tra loro e con i ragazzi coinvolti nel progetto, fino ad arrivare alla realizzazione comune di un romanzo collettivo, un’esperienza considerata un caso unico nel panorama letterario italiano.
Nisida, tra la bellezza del mare e la fragilità dei giovani detenuti
Nisida è un luogo sospeso tra realtà e metafora.
Un piccolo isolotto collegato alla terraferma da una sottile lingua di terra, immerso nella vegetazione e circondato dal mare del Golfo di Napoli. Sulla sua sommità sorge il carcere minorile, un luogo di reclusione incastonato in uno degli scenari più suggestivi della città.
È proprio da questo contrasto, tra la bellezza del paesaggio e le fragilità dei giovani detenuti che lo abitano, che prende forma il racconto di I Nisidiani.
Il documentario sceglie infatti di partire da una realtà complessa per raccontare una possibilità: quella di utilizzare la cultura, la scrittura e l’immaginazione come strumenti capaci di aprire nuove prospettive.
Non la cronaca del carcere, ma la forza generativa della cultura
Il documentario ricostruisce questo straordinario percorso attraverso testimonianze e incontri, offrendo uno sguardo inedito sul carcere minorile.
Non è un racconto centrato sulla cronaca della detenzione, né una semplice rappresentazione delle condizioni dei ragazzi reclusi.
I Nisidiani propone piuttosto una riflessione sul potere generativo della cultura e sulla possibilità di immaginare percorsi alternativi per chi sembra destinato a una traiettoria già scritta.
La scrittura diventa così uno strumento attraverso il quale mettere in discussione i confini, creare relazioni e recuperare una dimensione di ascolto che consenta ai giovani di riconoscersi non soltanto nella propria condizione presente, ma anche nelle possibilità del proprio futuro.
Riccardo Brun racconta un viaggio tra cultura e devianza minorile
Attraverso la voce narrante dello stesso Riccardo Brun, che di quell’esperienza è stato protagonista oltre che testimone, I Nisidiani diventa un viaggio poetico e civile dentro due universi solo apparentemente distanti: quello della cultura e quello della devianza minorile.
Il film mostra come questi mondi condividano in realtà la stessa geografia umana e sociale, quella di una città complessa e contraddittoria come Napoli.
Una città nella quale disagio, talento, emarginazione e creatività convivono e si interrogano reciprocamente.
È in questa dimensione che il documentario trova una delle sue chiavi di lettura più profonde: raccontare il rapporto tra persone e possibilità, tra fragilità e capacità di costruire nuovi percorsi, attraverso un’esperienza nella quale la cultura non viene proposta come elemento astratto, ma come pratica concreta.
I ragazzi detenuti diventano interlocutori e autori
La forza dell’opera risiede proprio nella sua capacità di ribaltare la prospettiva tradizionale sul carcere.
I ragazzi detenuti non vengono osservati come oggetti di analisi o semplicemente come casi sociali. Diventano invece interlocutori, autori di racconti, portatori di immaginazione e desideri.
Il laboratorio si trasforma così in uno spazio di libertà possibile.
In questo contesto, la scrittura e la narrazione assumono una funzione concreta di emancipazione e consapevolezza.
La parola permette di raccontarsi, di essere ascoltati e, soprattutto, di confrontarsi con una dimensione diversa da quella imposta dalla detenzione.
La cultura diventa quindi un luogo di incontro nel quale persone provenienti da mondi differenti possono riconoscersi e costruire un dialogo.
Una riflessione sul disagio giovanile e sulla responsabilità collettiva
In un momento storico in cui il dibattito pubblico sul disagio giovanile tende spesso a semplificare o stigmatizzare, I Nisidiani propone una lettura diversa, fondata sull’ascolto e sulla responsabilità collettiva.
Il documentario afferma con forza una convinzione maturata nei corridoi dell’istituto di Nisida: non esiste un futuro per una comunità senza la capacità di recuperare e accompagnare i suoi figli più fragili.
È un messaggio che supera i confini dell’esperienza raccontata nel film e diventa una riflessione più ampia sulla società contemporanea, sulla capacità delle istituzioni e della comunità di non abbandonare chi si trova in una condizione di marginalità.
La cultura, in questo senso, può diventare uno degli strumenti attraverso i quali ricostruire relazioni e possibilità.
La selezione alle Giornate degli Autori
La selezione di I Nisidiani alle Giornate degli Autori riconosce il valore cinematografico di un’opera capace di coniugare dimensione documentaria e racconto personale.
Ma soprattutto conferma la centralità di un progetto culturale che ha saputo trasformare la letteratura in pratica sociale e la narrazione in strumento di cambiamento.
Il passaggio dal laboratorio al cinema rappresenta così una nuova tappa di un percorso nato all’interno dell’Istituto Penale per i Minorenni di Nisida e sviluppatosi nel corso di dodici anni.
Un percorso nel quale la scrittura ha rappresentato il punto di partenza per costruire relazioni, generare confronto e offrire ai giovani coinvolti uno spazio nel quale poter esprimere pensieri, desideri e immaginazione.
Un patto umano e civile costruito nel tempo
Più che il racconto di un laboratorio, I Nisidiani è la testimonianza di un patto umano e civile costruito nel tempo.
Il film interroga il presente e, attraverso la forza della parola, restituisce dignità alle storie di chi troppo spesso resta ai margini dello sguardo collettivo.
Il documentario di Riccardo Brun porta dunque a Venezia non soltanto un’esperienza cinematografica, ma la memoria di un percorso culturale nato a Napoli e costruito insieme a giovani detenuti, scrittori e intellettuali.
Un’esperienza nella quale la cultura ha smesso di essere soltanto racconto per diventare relazione, ascolto e possibilità di cambiamento.
La proiezione a Venezia
L’appuntamento con I Nisidiani è fissato per l’8 settembre alle ore 16 nella Sala Laguna del Lido di Venezia, nell’ambito delle Giornate degli Autori – Confronti, durante l’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.
Alla proiezione saranno presenti il regista e produttore Riccardo Brun, la scrittrice Viola Ardone, i produttori Donella Bossi Pucci, Paolo Rossetti e Francesco Siciliano e il direttore di Rai Documentari Luigi del Plavignano.
Crediti
I Nisidiani è scritto e diretto da Riccardo Brun.
Il film è prodotto per Panamafilm da Donella Bossi Pucci, Riccardo Brun, Paolo Rossetti e Francesco Siciliano, in collaborazione con Rai Documentari, produttrice Rai Silvia Barite.
La fotografia è di Mario Pantoni.
Il montaggio è di Maria Fantastica Valmori.
Le musiche sono dei 24 Grana.
I Nisidiani di Riccardo Brun arriva alle Giornate degli Autori di Venezia. Il documentario racconta dodici anni di scrittura e cultura nel carcere minorile di Nisida.
Continua a seguire il nostro sito e la pagina Facebook Omniadigitale, siamo anche su Youtube e Instagram. Scriviamo per imparare, ricordare, esprimere, raccontare, informare!
Tutte le immagini presenti in questo sito sono protette da copyright e sono utilizzate esclusivamente a scopo informativo. È vietata la riproduzione, distribuzione o utilizzo senza autorizzazione. Per richieste di utilizzo, contattaci all’indirizzo redazione@omniadigitale.it . Qualora siano state utilizzate immagini ritenendole di pubblico dominio o in buona fede, nel caso ciò non fosse conforme alle sue preferenze o ai diritti d’autore, siamo a completa disposizione per rimuoverle immediatamente. La preghiamo di comunicarci eventuali richieste o chiarimenti scrivendo a redazione@omniadigitale.it .




























