Santa Clause: la trilogia con Tim Allen

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Durata della lettura: 3 Minuti

Per quest’altro appuntamento del Calendario dell’Avvento Cinematografico, parleremo di Santa Clause, trilogia dedicata a una rivisitazione del personaggio di Babbo Natale, con protagonista Tim Allen.

La clausola di Natale

Scott Calvin (Tim Allen) è un padre divorziato che diventa Babbo Natale dopo averlo, accidentalmente, fatto cadere dal tetto di casa. Secondo la Santa Clause (cioè Santa Clausola), con un gioco di omofonia con il nome anglo-americano di Babbo Natale, di cui Scott dovrà prendere il posto, pena la disfatta totale del Natale.

Giocando con un elemento delle serie procedural, la clausola di contratto, il regista John Pasquin realizza una rivisitazione della storia di Babbo Natale, in cui a salvare il Natale è un padre divorziato che lavora in una compagnia che produce giocattoli.

Molto interessante è il protagonista, cinico sul lavoro, ma desideroso che il figlio preservi la sua credenza in Babbo Natale.

Grazie all’uso sapiente del trucco e delle protesi, Tim Allen riesce a trasformarsi in una credibile versione di Santa Claus, realizzando una fantasia che spesso abbiamo avuto da bambini: che i nostri papà fossero davvero Babbo Natale.

Santa Clause e quell’inizio più dark

L’inizio del film doveva essere più dark. Infatti, come riferito da Tim Allen in un’intervista: “La sceneggiatura originale era un po’ più dark. Gli autori erano due comici, ma lo script prevedeva che io sparassi e uccidessi Babbo Natale dopo averlo scambiato per un ladro… A causa di questa idea abbiamo avuto una discussione con la Disney

Tim Allen, sagace come suo solito, rispose che non capiva lo sdegno della Disney, dopotutto, nei suoi film…erano sempre i genitori a morire, perché non far fuori anche Santa Claus?

Nonostante la Disney avesse bocciato questa idea iniziale, alla fine trovò un accordo e produsse la trilogia.

Quasi a voler cancellare anche quel possibile inizio dark, il film presenta una scenografia scintillante, in cui i glitter e neve soffice come zucchero filato abbondano.

Come in Miracolo nella 34° strada, anche in questo film il potere della fede cambia le sorti della storia: poter ancora credere a Babbo Natale, emblema dell’innocenza, della magia che è anche negli occhi dei bambini, non deve essere solo appannaggio dei più piccoli, ma anche dei grandi.

Author: Maria Castaldo

Maria nasce a Napoli nel 1993. Appassionata di libri e cinema fin da bambina, si laurea in Lettere Classiche e Filologia Classica alla Federico II di Napoli e inizia un Master in Critica Giornalistica. Ama scrivere, leggere e guardare film e serie tv e ha trovato il modo di unire le sue passioni con il giornalismo culturale.