Rinasce il romanzo da cui fu tratto uno dei film di culto del gotico italiano: una Milano esoterica e femminile, tra magia, solitudine urbana e tensioni generazionali.
Cinquant’anni dopo la sua prima apparizione, torna in libreria Un’ombra nell’ombra di Pier Carpi, romanzo visionario e perturbante da cui nacque nel 1979 una delle opere più enigmatiche e di culto dell’horror italiano. Il volume, pubblicato da Alcatraz nella collana Bizarre Off (numero 4), con prefazione di Andrea Gibertoni e Mauro Corradini e postfazione di Davide Pulici, sarà disponibile dal 24 aprile in una nuova edizione di 296 pagine.
Più che una semplice ripubblicazione, questo ritorno editoriale si presenta come un recupero critico di un testo che aveva anticipato molti temi del fantastico contemporaneo. Ambientato in una Milano anni Settanta grigia, pulsante e contraddittoria, il romanzo costruisce una geografia urbana e interiore in cui diverse donne, unite da una misteriosa consorteria magica che attraversa classi sociali e condizioni esistenziali, cercano nei rituali una risposta a un senso di isolamento che appare irrimediabile.
L’equilibrio di questa sorellanza viene sconvolto dall’arrivo di un’adolescente dotata di poteri superiori, figura perturbante e rivoluzionaria che si appropria dei segreti della congrega e rifiuta l’integrazione in quel ciclo dell’esistenza apparentemente inevitabile che la vorrebbe prigioniera.
Qui l’occulto non è semplice decorazione narrativa, ma dispositivo simbolico e strumento di lettura del reale. I riti del collegio e quelli delle donne ai margini, l’abisso generazionale, la condizione femminile, il disagio urbano: tutto si intreccia in una trama dove la cronaca registra soltanto l’esito tragico, mentre il romanzo scava nel sottosuolo di desideri, ferite e poteri invisibili.
Proprio questa profondità rende Un’ombra nell’ombra un’opera anomala e sorprendentemente contemporanea. La magia, nelle pagine di Carpi, non viene mitizzata ma demistificata, rivelata come linguaggio dei conflitti sociali, sessuali ed esistenziali.
Il recupero del romanzo permette anche di rileggere la figura di Pier Carpi, autore laterale e centrale al tempo stesso nella cultura pop italiana. Nato nel 1940 ad Arceto di Scandiano e scomparso nel 2000, Arnaldo Piero Carpi fu fumettista, narratore, saggista, regista, studioso dell’occulto.
Dagli anni Sessanta scrive per Topolino, Diabolik, Zakimort, Teddy Bob e perfino per versioni italiane di Superman e Batman, mentre porta avanti una ricchissima attività letteraria che attraversa narrativa, biografia, esoterismo e controcultura.
Tra i titoli più rappresentativi figurano La morte facile (1964), Storia della magia (1968), Cagliostro il taumaturgo (1972), I mercanti dell’occulto (1973), Rasputin (1975), Il caso Gelli (1982), fino al controverso Gesù contro Cristo.
Nel 1970 fonda con Alfredo Castelli la rivista Horror, laboratorio pionieristico dedicato a fumetto e cinema fantastico. Negli anni Settanta dirige due film tratti dai propri romanzi, Povero Cristo e proprio Un’ombra nell’ombra, consolidando un immaginario personale dove occulto e critica sociale convivono.
Profondamente legato alla ricerca esoterica e alla Società Teosofica, negli anni Novanta fonda a Reggio Emilia un Gruppo Teosofico. Alla sua figura è dedicato anche il recente saggio Fantastico Pier Carpi! pubblicato nel 2025 dall’associazione Yorick.
La riproposta di Un’ombra nell’ombra restituisce oggi un’opera che appare meno reliquia del passato e più anticipazione. Un romanzo in cui il fantastico non evade dal reale, ma lo interroga fino a renderlo inquietante.
Ritorna Un’ombra nell’ombra di Pier Carpi, romanzo cult dell’horror italiano che intreccia occultismo, condizione femminile e Milano anni Settanta in una visione ancora attualissima.
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