Vangelo Matteo 5,17-37: una giustizia del cuore per il nostro tempo

Gesù nel Discorso della Montagna insegna la giustizia del cuore
Durata della lettura: 3 Minuti

Vangelo e Commento della VI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO A a cura di Don Giacomo Equestre

Così fu detto agli antichi; ma io vi dico.

Vangelo secondo Matteo 5,17-37

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto.

Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli.

Io vi dico infatti: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli. Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non ucciderai; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio”.

Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geènna.

Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.

Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo!

Avete inteso che fu detto: “Non commetterai adulterio”. Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore.

Se il tuo occhio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geènna.

E se la tua mano destra ti è motivo di scandalo, tagliala e gettala via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geènna.

Fu pure detto: “Chi ripudia la propria moglie, le dia l’atto del ripudio”.

Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, eccetto il caso di unione illegittima, la espone all’adulterio, e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio.

Avete anche inteso che fu detto agli antichi: “Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti”. Ma io vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di Dio, né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi, né per Gerusalemme, perché è la città del grande Re.

Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello.

Sia invece il vostro parlare: “sì, sì”, “no, no”; il di più viene dal Maligno».

Parola del Signore

Commento al Vangelo

Il Vangelo di Matteo 5,17-37 interpella con forza il nostro tempo segnato da conflitti verbali, relazioni fragili e parole inflazionate. Gesù non abolisce la Legge, ma la porta al cuore: non basta “non uccidere”, perché anche l’ira, l’insulto e il disprezzo generano morte nelle relazioni. In un’epoca dominata dai social network, dove il linguaggio aggressivo è normalizzato, il Vangelo chiede una responsabilità più profonda: custodire l’altro già nel pensiero e nelle parole.

La giustizia richiesta da Gesù supera il formalismo: riconciliarsi viene prima del culto, perché non c’è vera spiritualità senza relazioni sanate. Anche il desiderio, l’uso del corpo e la fedeltà sono riletti come luoghi interiori di verità, in un contesto culturale che spesso banalizza tutto.

Infine, il “sì, sì – no, no” richiama l’urgenza di una comunicazione autentica e trasparente, contro promesse vuote e giuramenti strumentali. Questo Vangelo è una provocazione attuale: cambiare il mondo iniziando dal cuore, dal linguaggio e dalle scelte quotidiane.

Il Vangelo chiede una giustizia del cuore, capace di trasformare relazioni, parole e responsabilità personali.

Vangelo e Meditazione di Don Giacomo Equestre

Foto: Strigelli V. (1761), Santi Faustino e Giovita

Beni Culturali Ecclesiastici in Web


Matteo 5,17-37 invita a vivere una giustizia che va oltre le regole: riconciliazione, responsabilità delle parole e verità del cuore per affrontare le sfide dell’attualità.


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Author: Don Giacomo Equestre

Don Giacomo Equestre è parroco della Chiesa della Visitazione in Casalnuovo di Napoli, dove svolge con dedizione il suo ministero pastorale, promuovendo percorsi di fede, iniziative comunitarie e attenzione alle famiglie del territorio. Sensibile alla dimensione della comunicazione e dell’annuncio, ogni settimana commenta il Vangelo della domenica per i lettori di **omniadigitale.it**, offrendo spunti di riflessione semplici, profondi e radicati nella vita quotidiana. Attraverso la sua attività pastorale e i suoi contributi online, Don Giacomo si impegna ad accompagnare le persone in un cammino di incontro autentico con il Vangelo.