Vita e peripezie di Renzo Arbore: “Mettetevi comodi” di Andrea Scarpa

Durata della lettura: 5 Minuti

Luciano De Crescenzo diceva che esistono gli uomini d’amore e gli uomini di libertà. Ecco, se dovessi pensare a un uomo che è riuscito a tenere insieme queste due anime quell’uomo è sicuramente Renzo Arbore.

“Esploratore-animatore culturale”, Arbore da sessant’anni rallegra la vita di cinque generazioni di italiani.

 Il nuovo libro-intervista “Mettetevi comodi – Vita, peripezie e tutto il resto” (Fuori Scena, 2025), curato dal bravo giornalista Andrea Scarpa, ci regala il ritratto definitivo di un artista che ha fatto dell’umorismo e dell’ironia la sua bussola.

 Ma attenzione, non è una biografia di quelle noiose, tutte date e nomi. È un racconto che segue il “metodo del fagiolo”. Avete presente? Si pesca nel contenitore del destino e quello che esce, esce.  Andrea Scarpa si ispira ai celebri giochi di Raffaella Carrà e Gianni Boncompagni, per cui le decine di ore di conversazione non seguono un ordine cronologico, ma pescano nel mucchio dei ricordi.

Il risultato è un divertente flusso continuo tra vita pubblica e privata, dove un incontro ravvicinato con un UFO alle Tremiti può convivere con il racconto della nascita del Colonnello Buttiglione o di Alto Gradimento.

Il libro

Il cuore di Arbore batte lungo un asse geografico ben preciso. C’è Foggia, le radici; c’è Roma, il palcoscenico della rivoluzione radiotelevisiva; e soprattutto c’è Napoli.

Arrivato all’ombra del Vesuvio nel 1957 per studiare Legge, Arbore ha trasformato Napoli in una seconda pelle.

A chi l’ha accusato di “cartolinismo” con l’Orchestra Italiana, ha risposto con un’operazione di “archeologia sentimentale”: ha preso la canzone napoletana, l’ha spolverata e l’ha fatta cantare a tutto il mondo, da New York a Pechino, difendendo una tradizione che affonda le sue origini nella parte più viscerale della città partenopea, con l’entusiasmo di un innamorato.

Ma il racconto non si ferma ai confini italiani. Va un po’ più in là, con quella curiosità naturale che porta verso l’America, il jazz, la musica. E poi il viaggio inteso come dimensione collettiva, le trasferte con gli amici di sempre, la scoperta di luoghi e costumi diversi, gli itinerari condivisi.

Dietro la leggerezza dello showman si intravede una filosofia profonda.

Riscorrendo alcune sue interviste nel web, racconta che qualcuno in Argentina tempo fa gli disse: “Nadie te puede quitar lo bailado”. Nessuno può toglierti ciò che hai ballato.

Da qui nasce il filo conduttore del libro: la filosofia dell’aver ballato, l’idea che, anche quando tutto vacilla, le esperienze vissute, la gioia e la bellezza create restano un patrimonio intoccabile.

Il Jazz e la Goliardia: Una Filosofia di Vita

Improvvisazione, ascolto dell’altro, gioia pura. Ed è proprio dalla sua anima di musicista che prende forma l’esploratore culturale.

Nel libro si intuisce che la straordinaria capacità di scoprire talenti non nasce da strategie o calcoli a tavolino, ma sembra il naturale fluire di una jam session: Arbore riconosce affinità, cerca compagni d’improvvisazione, crea sintonie umane nel segno del divertimento e dell’intelligenza condivisa.

Talent Scout ma non solo,

Da Roberto Benigni a Nino Frassica, passando per Marenco, la sua “scuderia” di amici e collaboratori ha cambiato per sempre il volto dell’umorismo italiano.

Nel libro c’è tanta Rai, raccontata attraverso una miriade di aneddoti che coinvolgono personaggi straordinari, in un clima di libertà creativa quasi mitologico.

Al di là del successo mediatico, emerge soprattutto la grandezza di aver sempre coltivato valori essenziali, a partire dall’Amicizia, vissuta come un bene assoluto. Lo dimostrano i legami profondi con figure come l’inseparabile Luciano De Crescenzo, Gianni Boncompagni e Marisa Laurito.

Intorno ad Arbore hanno orbitato — e nel libro vengono ricordati — nomi che hanno fatto la storia della cultura italiana: Fellini, Proietti, Monica Vitti, Gassman, Paolo Villaggio, Roberto Murolo, la scoperta di Lucio Battisti, Massimo Troisi. Un universo umano e artistico così vasto che citarli tutti è semplicemente impossibile.

Un capitolo a parte meritano gli affetti profondi, primo fra tutti l’amore immenso per Mariangela Melato. Una compagna di vita e di intelletto con cui ha condiviso un legame unico, fatto di una stima e una complicità rarissime.

  Dalle intuizioni rivoluzionarie di “L’altra domenica” e “Quelli della notte” fino ai film “FFSS” e il “Pap’occhio”, nel libro si evince come Arbore ha dimostrato che si può fare cultura divertendo.

“Mettetevi comodi” non è solo un’autobiografia, ma la cronaca di un percorso fatto di libertà, ironia e un infinito amore per lo spettacolo, il diario di bordo di un genio che, con un sorriso e un clarinetto, ha cambiato per sempre la storia del costume italiano.

Succede cosi: la risata non nasce solo da una battuta ma da un diposizione d’animo, si ride quando qualcuno si presenta al mondo con autenticità ; il buonumore è contagioso perché è umano, non ha bisogno di copioni, anzi questi spesso lo soffocano.

La grande lezione di Renzo è proprio questa: che si tratti di un amore immenso, di una goliardata con gli amici o di una nota azzeccata al momento giusto, l’importante è vivere ed aver vissuto con il cuore spalancato ed un sorriso.

Un libro da leggere assolutamente.


Durata della lettura: 5 MinutiLuciano De Crescenzo diceva che esistono gli uomini d’amore e gli uomini di libertà. Ecco, se dovessi pensare a un uomo che è riuscito a tenere insieme queste due anime quell’uomo è sicuramente Renzo Arbore. “Esploratore-animatore culturale”, Arbore da sessant’anni rallegra la vita di cinque generazioni di italiani.  Il nuovo libro-intervista…


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Author: Stefano De Crescenzo

Napoletano classe 86 , musicista, dopo una laurea a pieni voti in economia presso l'Università degli studi di Napoli Federico II svolge il praticantato come dottore commercialista a Napoli proseguendo il suo percorso lavorativo in Emilia Romagna per svolgere la professione di consulente finanziario presso una grande azienda pubblica. Dopo quasi cinque anni (2014-19) ed una gavetta piena di storie ed umanità, dal 2019 ed attualmente lavora a Roma come Fiscalista presso la stessa azienda e consegue un master universitario di secondo livello. Appassionato di storia ,scienza, arte e cultura ma soprattutto di musica, si cimenta da sempre, nello studio professionale della chitarra con esibizioni dal vivo e registrazioni per artisti della scena musicale Napoletana ed Emiliana, partecipando a diversi concorsi e festival nazionali. Ufficiale Volontario del Corpo militare della Croce Rossa italiana, Socio Siedas, scopre da qualche tempo la bellezza della scrittura collaborando per testate e magazine online . Dal Luglio 2021 è Giornalista Pubblicista, iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Campania.