È morto a 98 anni Fulvio Lucisano, storico produttore cinematografico e figura centrale dell’industria audiovisiva italiana. Con la sua scomparsa il cinema italiano perde uno dei protagonisti più longevi e autorevoli di oltre sessant’anni di storia della settima arte.
La notizia è stata diffusa dalla figlia Paola Lucisano attraverso i social network, ricondividendo l’omaggio del giornalista Sergio Fabi, che ha ricordato Lucisano come il “Re dei produttori” ancora in vita e come l’ultimo dei grandi produttori capaci di fare realmente la storia del grande cinema.
Una vita interamente dedicata al cinema
Nato a Roma il 1° agosto 1928, Fulvio Lucisano ha attraversato più di sei decenni di trasformazioni dell’industria cinematografica italiana. La sua carriera è stata caratterizzata da una forte intuizione imprenditoriale e dalla capacità di comprendere l’evoluzione del pubblico, dei linguaggi e dei generi cinematografici.
Dopo le prime esperienze professionali all’Istituto Luce, nel 1958 fondò la Italian International Film (IIF), destinata a diventare una delle più solide e influenti realtà indipendenti della produzione e distribuzione cinematografica italiana.
Quella esperienza imprenditoriale è proseguita nel corso delle generazioni e oggi viene portata avanti dalle figlie Federica e Paola, che raccolgono il testimone di una storia costruita attraverso migliaia di professionisti, grandi interpreti, registi e opere entrate nell’immaginario collettivo.
Oltre 600 film prodotti e distribuiti
Il bilancio della carriera di Lucisano racconta meglio di qualsiasi definizione il suo peso nella cinematografia nazionale.
Nel corso della sua attività ha prodotto e distribuito oltre 600 film, attraversando generi e stagioni profondamente differenti: dalla commedia al cinema d’autore, dal dramma al fantastico.
Un percorso accompagnato da importanti riconoscimenti. Lucisano ha conquistato cinque David di Donatello, tra i quali quello per Il grande cocomero, quattro Nastri d’Argento e il titolo di Cavaliere del Lavoro.
A questi riconoscimenti si aggiungono due candidature agli Oscar, mentre nel 2009 gli venne assegnato il David Speciale alla carriera, ulteriore consacrazione di un percorso professionale che aveva ormai segnato in maniera indelebile il cinema italiano.
Dai grandi maestri alla scoperta dei nuovi talenti
Il nome di Fulvio Lucisano è legato a numerosi protagonisti della cinematografia italiana. Nel corso della sua carriera ha lavorato con personalità che hanno contribuito a costruire la storia del cinema nazionale.
Da Lina Wertmüller a Luigi Comencini, da Alberto Sordi a Luciano Salce, fino a Mario Bava, il produttore romano ha saputo confrontarsi con autori, registi e interpreti appartenenti a sensibilità e generazioni differenti.
La sua forza è stata anche quella di riconoscere il talento prima che diventasse patrimonio del grande pubblico, comprendendo il potenziale di artisti destinati a lasciare un segno.
La scommessa su Massimo Troisi
Tra le intuizioni più celebri della lunga carriera di Lucisano c’è senza dubbio quella legata a Massimo Troisi.
Nel 1981 la Italian International Film produsse Ricomincio da tre, folgorante esordio cinematografico dell’attore e autore napoletano. Il film divenne rapidamente un classico della cinematografia italiana e contribuì alla consacrazione di Troisi come uno degli artisti più amati e rappresentativi del Paese.
La scelta di investire su Troisi rappresenta perfettamente la filosofia professionale di Lucisano: individuare una voce originale, comprenderne il potenziale e offrirle lo spazio necessario per arrivare al pubblico.
Una filmografia tra cinema d’autore e commedia popolare
Nel corso degli anni la IIF ha contribuito alla realizzazione di numerose opere diventate punti di riferimento della cinematografia italiana.
Tra queste figurano Un ragazzo di Calabria del 1987, Il grande cocomero del 1993 e Ninfa plebea del 1996.
Film differenti per linguaggio, ambientazione e sensibilità, ma accomunati dalla capacità della società fondata da Lucisano di muoversi anche al di fuori dei confini della produzione cinematografica più convenzionale.
Parallelamente, la Italian International Film seppe intercettare l’evoluzione dei gusti del pubblico e la trasformazione della commedia italiana, entrando nella stagione della moderna commedia popolare.
In questo percorso si inserisce Notte prima degli esami di Fausto Brizzi, seguito da titoli come Nessuno mi può giudicare e Non ci resta che il crimine di Massimiliano Bruno.
È proprio questa capacità di attraversare epoche differenti a rappresentare una delle caratteristiche più importanti dell’eredità professionale di Lucisano.
Il riconoscimento al Marateale
Tra i momenti più recenti dedicati alla sua figura c’è anche il riconoscimento ricevuto al Marateale, nel corso della XVI edizione del 2022.
In quell’occasione Fulvio Lucisano fu premiato con una particolare statuetta, opera del maestro orafo Michele Affidato.
Un riconoscimento che celebrava una carriera straordinaria e il ruolo avuto dal produttore nella crescita e nella diffusione del cinema italiano.
Nella fotografia legata a quel momento ad opera del fotoreporter giornalista Angelo Cannavacciuolo, Lucisano appare insieme alle figlie ed uno dei nipoti , in uno scatto che oggi assume anche il valore di una testimonianza della sua lunga presenza nel mondo dello spettacolo e della cultura cinematografica.
Le figlie raccolgono il testimone
Con la morte di Fulvio Lucisano non si interrompe però la storia della Italian International Film.
Il percorso della società continua attraverso le figlie Federica e Paola, chiamate a raccogliere un’eredità professionale costruita in decenni di attività.
La continuità rappresenta uno degli aspetti più significativi di questa storia: una realtà nata nel 1958 dalla visione imprenditoriale di Lucisano è riuscita a superare profondi cambiamenti industriali, tecnologici e culturali, mantenendo un ruolo nel panorama audiovisivo.
L’eredità di un protagonista della settima arte
La scomparsa di Fulvio Lucisano chiude idealmente un capitolo lungo oltre sessant’anni della storia del cinema italiano.
Il suo contributo non può essere misurato soltanto attraverso il numero dei film prodotti e distribuiti, i premi conquistati o le candidature internazionali. La sua eredità è soprattutto nella capacità di riconoscere i talenti, anticipare le trasformazioni del pubblico e costruire un ponte tra generazioni diverse di cinema.
Da Massimo Troisi ai grandi maestri della commedia e del cinema d’autore, passando attraverso registi e interpreti di epoche differenti, Lucisano ha contribuito a definire una parte importante dell’identità cinematografica italiana.
A 98 anni si conclude così la vita di uno dei grandi produttori della nostra cinematografia. Ma il cinema che ha contribuito a costruire continuerà a parlare di lui attraverso le opere, gli artisti e le storie che ha saputo accompagnare sul grande schermo.
È morto a 98 anni Fulvio Lucisano, storico produttore italiano. Oltre 600 film, due candidature agli Oscar e una carriera legata ai grandi protagonisti del cinema.
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